Camere da letto

ITALIA - 1997
Dario fa il guardiano notturno in un mobilificio sul lungomare di Ostia, riesce a vedere poco Maddalena, la donna con cui vive e che gli ha dato due figli, e ha il problema di Anna, l'ex moglie che vuole cinque milioni per acconsentire al divorzio. Contabile nello stesso mobilificio è Sandro, che vive risparmiando su tutto, quando un giorno rivede una ragazza russa conosciuta anni prima che ha ora due bambini senza padre. Amico di Sandro è Fabrizio, attore, che sta preparando un testo da recitare all'aperto insieme alla moglie Margherita e i loro scontri finiscono per confondersi tra finzione e realtà. Ci sono poi i giovani Lorenzo, nipote di Dario, e la fidanzata Luisa che sognano una casa tutta per loro e intanto approfittano della stanza da letto della nonna, la mamma di Dario. Questi alla fine ottiene il divorzio, Sandro tiene con sè Tatiana, la ragazza russa, con i figli, i due attori trovano nella finzione scenica la forza per andare avanti nel loro rapporto.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 1997

CRITICA

"La regista insiste che bisogna ritrovare il tempo per l'amore e, con un po' di nuova volontà e di rispetto per i ruoli, le cose vanno a posto, come dimostra un maxi lieto fine appiccicato con lo scotch. Ma l'andamento è senza ritmo, si sbraita senza un perchè, si passa dal grottesco allo sguaiato e le storielle sono poco interessanti, incastrate meccanicamente, non significanti. Il tentativo di risata si ferma a qualche battuta d'attualità di Diego ("sembro Pavarotti vestito per Carnevale")." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 marzo 1997)

"Ambientata nella cittadina balneare brutta e strana di Ostia, vicino a Roma, la commedia diretta da Simona Izzo, già autrice nel 1994 di "Maniaci sentimentali", intende rappresentare l'aspra, faticosa vita quotidiana piccolo-borghese contemporanea. E' una scelta non frequente, così come è raro nei film italiani che raccontando di famiglie si parli com'è giusto pure di sesso (magari con battute grevi), questo dà qualcosa di particolare al film altrimenti non riuscito e sciatto, senza ritmo e senza stile, in cui tutti gli attori, non guidati o fuori controllo, strepitano molto e recitano male." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 marzo 1997)
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