Cadillac Records

USA - 2008
Cadillac Records
La Chess Records è una piccola casa discografica di Chicago che, nel 1947, inizia a registrare pezzi blues con Muddy Waters e Little Walter e poi, nel 1955, celebra la nascita del rock and roll con Chuck Berry. Leonard Chess - produttore nonché capo della casa discografica - è convinto che solo scritturando nuovi talenti riuscirà a sfondare nel mondo della musica. Ma il suo compito non sarà affatto facile, dal momento che i giovani cantanti di cui si occupa sperperano la loro fortuna e il loro talento in droghe e lussuose abitudini.
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: PARKWOOD PICTURES, SONY MUSIC FILM
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2009)
  • Data uscita 29 Maggio 2009

NOTE

- BEYONCÉ KNOWLES FIGURA ANCHE COME PRODUTTRICE ESECUTIVA.

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2009 PER LA MIGLIOR CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"Storia vera, note da brivido, pentagramma umano alterato dall'alcol ma esaltato dal genio, plurime Cadillac status symbol, biografie irrequiete, assolo tragici. Per il delirio di Stati un po' più Uniti e la rabbia dei poliziotti razzisti. Poi arrivò lo tsunami Elvis. Una regista che viene dai serial tv, tenta di ricreare passate atmosfere da race music senza che sembrino un nobile ghetto musicale per aficionados e quasi ci riesce. Mos Def è un azzeccato Chuck Berry col vizio delle minorenni, Beyoncé trova in sé la roca sofferenza di Etta James." (Alessio Guzzano, 'City', 29 maggio 2009)

"'Cadillac Records' è un brillante biopic musicale sulle origini della musica leggera Usa, l'incontro tra bianchi e neri e la carriera di alcuni artisti leggendari. Qui però è il gruppo a prevalere sul singolo e il punto di vista principale è proprio quello di Leonard, il più intraprendente dei due fratelli Chess ma anche il più oscuro: li stima quegli artisti neri i ne teme la supremazia artistica? Beyoncé Knowles, molto lontana per voce e per aspetto dalla grande Etta James, è comunque straordinaria quando canta." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 maggio 2009)

"I ritmi sono fluidi, i personaggi in mezzo (abilmente riprodotti sulla base dei modelli autentici) sono sempre ben tracciati anche l'epoca attorno, in quei quartieri ancora ben lontani dall'integrazione, ha i suoi segni. Che convincono." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 maggio 2009)
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