C'è un sentiero nel cielo

ITALIA - 1957
Manuela, che ha sostenuto l'esame al conservatorio, viene richiamata a Madrid dal nonno, ed è obbligata a separarsi dal suo innamorato, Claudio, cantante lirico. Questi la raggiunge ben presto, ma Manuela intanto si è resa conto, osservando l'atteggiamento della zia Margherita, che questa vorrebbe farle sposare quello scapestrato di suo figlio Emilio, cosa possibile in quanto non c'è vera parentela tra lei e il giovane. Manuela però non conosce la causa che ha determinato l'atteggiamento della zia: per la colpevole indiscrezione del notaio, questa ha infatti potuto conoscere il testamento del vecchio Cesario, il nonno, che ha nominato Emanuela erede universale. Per giungere ai suoi fini, zia Margherita cerca in ogni modo di impedire alla ragazza di rivedere Claudio: ma ottiene così un risultato opposto a quello che si proponeva, poiché Manuela fugge di casa e sposa Claudio. Intanto il nonno è morto e per i due sposi la vita non è facile, giacché Claudio non trova scrittura e deve adattarsi a cantare in locali d'infimo ordine. Le difficoltà aumentano con la nascita di un bimbo. Per quanto riguarda il testamento, Margherita ricattando il notaio, è riuscita a farlo sopprimere, cosicché suo figlio è divenuto l'unico erede del vecchio Cesario. In realtà però il notaio non ha distrutto il documento originale, ma soltanto una copia, cosicché egli è ora in grado di ricattare Margherita. Un servo del defunto Cesario, che dal padrone stesso era stato messo al corrente delle sue volontà, non può darsi pace e sospettando la responsabilità degli imbroglioni ne osserva le mosse. Una sera egli entra con un compagno nella casa del notaio per scassinare la cassaforte, essendo convinto che debba contenere il vero testamento. I due sono sorpresi sul fatto e portati al Commissariato di Polizia, dove essi espongono le ragioni che hanno determinato il loro tentativo. La polizia vuole vederci chiaro nella faccenda del testamento; gli imbroglioni finiscono in carcere. A Manuela e Claudio si schiude un'avvenire di serena felicità.

CAST

CRITICA

"Ennesimo film di Claudio Villa per il quale ben poco vi è da dire che non sia già stato detto (...)". (U. Tani, "Intermezzo", 24, 31/12/1957).
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