C'era una volta

ITALIA, FRANCIA - 1967
Rodrigo, un principe spagnolo restio a sposarsi, incontra casualmente una bella e fiera contadina, Isabella, da cui si fa preparare sette gnocchi. Poco prima, infatti, Fra' Giuseppe da Copertino aveva consigliato al principe di sposare la ragazza che gli avesse preparato e fatto mangiare sette gnocchi. Ma Isabella ne mangia uno e la profezia del frate non si avvera immediatamente. Passerà un po' di tempo, durante il quale Isabella, fatta rinchiudere per punizione in una botte, riuscirà a fuggire e a introdursi nella reggia come sguattera. Qui Rodrigo finalmente la ritrova, e, posto dal volere regale di fronte alla necessità di scegliere entro otto giorni la sua sposa fra le sette principesse delle sette province del reame, s'illude di cavarsela imponendo per prova l'abilità delle damigelle nel lavare mucchi di piatti senza romperli, sicuro che la contadinella batterà le smorfiose e inesperte principesse. Ma un raggiro manda a monte il disegno di Rodrigo ed è proprio Isabella a rompere più piatti di tutte. Ma Isabella riuscirà a smascherare il trucco messo in atto da una delle principesse e a sposare il principe Rodrigo.

CAST

NOTE

- FONICI: CLAUDIO MAJELLI, MARIO MORIGI.

- ORGANIZZATORE GENERALE: JONE TUZI

- NELLA VERSIONE USA, IL TEMA MUSICALE, CON LE PAROLE DI LARRY KUSIK E EDDIE SNYDER, E' ESEGUITO DA ROGER WILLIAMS.

CRITICA

"Il film è una rievocazione storica, in chiave grottesca e non priva di accenti populisti, della favola di Cenerentola, ambientata nel Mezzogiorno d'Italia durante la dominazione spagnola. Notevole, soprattutto dal punto di vista cromatico e figurativo, il film si fa apprezzare anche per l'interpretazione della protagonista e per il commento musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 63, 1968)

"Graziosissima commedia dal profumo di favola, vagamente ispirata a Cenerentola, una vacanza scacciapensieri nella carriera impegnatissima del napoletano Francesco Rosi, che racconta con brio tra aspri paesaggi e sgargianti costumi. Il davanzale in bella mostra, la sempreverde Sophia Loren finalmente paga pegno per le sue malefatte cinematografiche: recita a piedi nudi". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 luglio 2000)
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