C'era una volta il West

ITALIA, USA - 1968
Jill, una ragazza dal passato burrascoso, giunta a Red Land, trova il marito, l'irlandese Bret McBain, assassinato dal bandito Frank. L'uomo ha agito su mandato di Morton, un individuo che, nonostante una grave infermità, continua a perseguire il suo scopo di costruire una ferrovia nel West dall'Atlantico al Pacifico. A proteggere Jill interviene un misterioso meticcio - "Armonica" - il quale, deciso a vendicare l'uccisione di suo fratello compiuta da Frank, si allea con un fuorilegge - Cheyenne - sul quale pende una taglia di cinquemila dollari. Per l'intervento di costoro, non essendo riuscito Frank ad uccidere Jill - unica erede della fattoria McBain e del terreno sul quale dovrà passare la ferrovia - il bandito rapisce la donna e cerca di costringerla a vendere ad una asta pubblica la sua proprietà ai propri accoliti. Ma "Armonica", che d'accordo con Cheyenne ha riscosso la taglia posta su questi, compra i beni di Jill facendo fallire così il piano del bandito. Frattanto Morton per liberarsi di Frank, diventato un incomodo socio, cerca di farlo uccidere dai suoi stessi uomini; ma interviene "Armonica" che gli salva la vita. Deciso a vendicarsi, il bandito cerca di raggiungere Morton ma trova che questo è già stato ucciso da Cheyenne, evaso dalla prigione. Frank raggiunge allora la fattoria di Jill dove già si trovano Cheyenne ed "Armonica" per conoscere da quest'ultimo i motivi dell'intervento in suo favore. Nel successivo duello, "Armonica", dopo aver ferito mortalmente Frank, gli svela di averlo salvato per potersi vendicare di lui. Salutata Jill, "Armonica" si allontana con Cheyenne; ma lungo la strada quest'ultimo, a suo tempo gravemente ferito da Morton, muore.

CAST

NOTE

- DAVID DI DONATELLO 1969 PER MIGLIORE PRODUTTORE (BINO CICOGNA).

CRITICA

"E' il quarto western di Sergio Leone che con questo film realizza finalmente un western epico di grandi mezzi". (Francesco Mininni, "Magazine italiano tv")

"Malgrado l'ottimo mestiere del regista che ha saputo creare momenti di vero spettacolo caratterizzando con perspicacia i vari personaggi il film risulta eccessivamente diluito ed esacerbato in alcune situazioni a danno del ritmo e della tensione. Di rilievo l'interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 66, 1969)

"E' il western più ambizioso di Sergio Leone, una specie di antologia in negativo del cinema dei cappelloni, i tempi drammatici sono molto dilatati, in contraddizione con le regole. La donna promossa da pretesto a personaggio centrale". (Laura e Morando Morandini, "Telesette").
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