Buonanotte... avvocato!

ITALIA - 1955
Buonanotte... avvocato!
Alberto Santi è un giovane avvocato che, benché ami sua moglie, pensa spesso con nostalgia alla sua vita di scapolo. Quando sua moglie parte per Roma per un congresso di donne cattoliche, Alberto s'accorda con un amico per passare la serata in un locale notturno in dolce compagnia. Ma quando sta per uscire di casa, una giovane ed elegante signora fa irruzione nell'appartamento. La donna, agitatissima, scongiura Alberto di nasconderla, di salvarla dalla collera del suo gelosissimo marito, che la insegue. Una forte scampanellata fa capire ad Alberto che non c'è tempo da perdere: egli infatti nasconde la donna e si sbarazza del marito. La signora, che dice di chiamarsi Bianca Maria e di abitare nell'appartamento sovrastante, vorrebbe andarsene: ma Alberto, che pregusta una piccante avventura, la esorta a rimanere. Bianca Maria rimane, ma delude le speranze del dongiovanni, costretto a passare la notte sul sofà in salotto, mentre la signora riposa nel suo letto. Bianca Maria se ne va di buon mattino, lasciando un biglietto di scuse; ma Alberto, avendo notato la sparizione di una grossa somma e pensando di esser stato beffato da una ladra, va a cercarla e quando la trova, le domanda la restituzione della somma. Credendo di aver da fare con un ricattatore, Bianca Maria gli consegna il denaro richiesto. Ma appena sua moglie ritorna, Alberto si rende conto del suo errore: il denaro è stato riposto dalla moglie in un altro cassetto. L'avvocato si precipita da Bianca Maria per riparare al mal fatto; ma viene seguito dal marito geloso e dalla propria moglie. Tutto si appiana: ma la moglie di Alberto, dovendo ripartire, porta con sé il marito.
  • Durata: 95'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FELICE ZAPPULLA PER FORTUNIA FILM
  • Distribuzione: DEAR FILM - MONDADORI VIDEO

CRITICA

"Un terzo errore viene commesso dagli autori (e 'Buonanotte... avvocato!' è un film esemplare anche in questo caso) per forza di cose nella scelta dei personaggi e degli spunti: viene evitata con cura la satira di costume. Per forza di cose diciamo. Perché le disavventure di 'Totò e Carolina' insegnano a percorrere certe strade e non altre, nel cinema comico. Così si finisce nella barzelletta (...). Con simili limitazioni il film comico italiano è destinato a rientrare nei ranghi da dove era uscito anni fa con qualche buona speranza di conquistare il mondo". (Anonimo, 'Cinema Nuovo', 55, 21 marzo 1955).
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