Brianscan - Il gioco della morte

Brainscan

CANADA - 1995
Brianscan - Il gioco della morte
Un ragazzo, amante dei film horror, trova un misterioso gioco al computer capace di ipnotizzare chiunque vi acceda. Il ragazzo vivrà la più terrificante esperienza horror della sua vita...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Produzione: CORAL PROD.
  • Distribuzione: MEDUSA - MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1995

CRITICA

" Come 'Il tagliaerbe' e 'Stargate', 'Brainscan' è invece un'esercitazione fantastica sui pericoli della realtà virtuale, tema non casualmente di moda. Il regista John Flynn immagina che il sensibile teen-ager Edward Furlong, neo orfano di mamma e fan dell'elettronica, si applichi nella sua stanzetta-monade televisiva con 4 cd rom di un allucinante programma interattivo. A causa del quale egli vivrà in diretta il ruolo dell'assassino, con spreco di sangue e detective al seguito (Frank Langella, ex Dracula), in un orribile incubo. Scontato così col videotape il complesso di colpa, il nostro torna tra inebetiti coetanei e s'aggiudica una ragazza. Altamente prevedibile, il finale rassicura: il mostro con mani adunche è ancora fra noi. Il tema, attuale e allarmante, è declassato a un qualunque espediente di horror movie, senza che mai il sospetto di un ragionamento sfiori il povero spettatore estivo, come se non si parlasse anche del nostro futuro." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 8 Agosto 1995)

"Ennesimo adolescente per ennesimo film d'orrore. Qui c'è un orfanello che sostituisce l'affetto della madre morta e del padre sempre lontano con la passione per i giochi al computer. Uno di questi, particolarmente coinvolgente, trasforma il ragazzo in un assassino alle dipendenze di una sorta di genio del male. Tra effetti speciali non proprio nuovissimi e situazioni così viste e riviste da interrogarsi sull'equilibrio morale di chi lo firma, 'Brainscan' annaspa ai margini di vari filoni dell'orrore, quello vetusto del Dottor Jeckyll e quello elettronico, più recente. Frank Langella, buon attore che qualche volta è stato anche protagonista, qui è un ispettore silenzioso ed incredulo, avvilito per essere caduto così in basso." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 1 Agosto 1995)

"Senza troppa truculenza, né sfoggio di effetti speciali, 'Brainscan' racconta una storia suggestiva e inquietante che declina secondo le convenzioni e le iperboli del thriller un problema serio come la perdita del senso di realtà (quanti navigatori su Internet si danno già per dispersi nella dimensione virtuale?). Alla fine, tira anche la morale della favola e lo fa usando un vecchio, ma niente affatto ignobile (lo usò anche Fritz Lang), espediente narrativo: tutto l'incubo è stato immaginato da Michael, vittima di una tecnologia talmente sofisticata da rendere indistinguibili i livelli dell'esperienza. Così il ragazzo ritrova il gusto per la vita, impara ad apprezzare l'amicizia, rimedia il coraggio necessario per corteggiare Kimberly. Senza che l'happy-end disperda, però, il piccolo monito del film." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 Agosto 1995)
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