Boy Erased - Vite Cancellate

USA - 2018
3/5
Boy Erased - Vite Cancellate
Jared, figlio di un pastore battista di una piccola città americana, a diciannove anni rivela ai genitori di essere omosessuale. Il ragazzo a quel punto si ritrova a un bivio: sottoporsi a una terapia di rieducazione sessuale o venire esiliato ed emarginato dalla sua famiglia, dai suoi amici e dover rinunciare alla sua fede. Costretto a mettere in discussione ogni aspetto della propria identità, Jared accetta, tra mille dubbi, di cominciare la terapia. Il film, basato su una storia vera, è tratto dall'omonimo libro di Garrard Conley.
  • Durata: 114'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "Boy Erased: A Memoir" di Conley Garrard
  • Produzione: JOEL EDGERTON, STEVE GOLIN, KERRY KOHANSKY-ROBERTS PER BLUE-TONGUE FILMS, ANONYMOUS CONTENT
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 14 Marzo 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
“Arkansas. Land of Opportunities”. Jared è un diciottenne, figlio di un pastore battista e di una madre devota. Perfettamente integrato, anche lui, in quel tessuto così rispettoso dei sani valori americani. “Integerrimo”, per dirla con le parole del padre.

Basta poco, però, per rischiare di venire emarginato da tutto questo, in primis dalla famiglia, poi dalla comunità, infine dalla chiesa stessa. Basta rivelare di “sentirsi attratto dagli uomini”.

Ma Jared non ha nulla da temere, sta a lui scegliere in fondo. Se davvero vuole “cambiare”, le porte del centro “Love in Action”, programma “Rifugio”, sono aperte.

Benvenuti nel mondo delle terapie di “conversione”, tuttora operative in numerose località statunitensi, centri portati alla ribalta dal memoir di Garrard Conley, da cui il secondo film da regista di Joel Edgerton è tratto.

“Il pregiudizio, sia che tu lo eserciti o che ne sia la vittima, danneggia sempre tutti”.

Boy Erased ha il grande merito di farci entrare in questa sorta di “cura Ludovico” aberrante e antistorica, di mostrarne il lato più ipocrita e subdolo (“non si parla della terapia al di fuori della terapia”), di portare in superficie – ancora, qualora ce ne fosse bisogno – l’ignoranza delle persone nel pensare di poter “modificare” un essere umano partendo dal presupposto che si tratti di un “modo” di essere, di un atteggiamento, di una “scelta”, e ci ricorda che molto spesso questa convinzione nasce prima di tutto all’interno delle stesse mura domestiche.




Joel Edgerton – che nel film si ritaglia il ruolo di Viktor Sykes, ex-gay e terapeuta a Love in Action – confeziona un film importante, elastico nell’andamento (scopriamo la storia del protagonista che precede il “rehab” attraverso vari salti temporali), fortunatamente mai esasperato ma sin troppo canonico nella resa e debitore forse di modelli che il suo regista conosce alla perfezione (leggasi il cinema di Jeff Nichols, per il quale ha interpretato Midnight Special e Loving).

Si affida, anche giustamente, al peso specifico (e non solo) dei suoi interpreti, con papà Russell Crowe e mamma Nicole Kidman (australiani come il regista stesso) chiamati ad una contro-conversione progressiva e inevitabile, più difficoltosa per il primo, con il giovane Lucas Hedges letteralmente intrappolato in un limbo.

Ecco, Boy Erased è film manifesto di un percorso doloroso e al tempo stesso capace di portare alla consapevolezza. All’autodeterminazione. Ed è un percorso che il film sottolinea in maniera “perfetta”, però schematica. Oseremmo dire consolatoria, con tanto di “poster” finale a suggellarne il buon esito.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON LA PERFECT WORLD PICTURES, ANONYMOUS CONTENT.

- PRODUTTORI ESECUTIVI REBECCA YELDHAM, NASH EDGERTON, KIM HODGERT, TONY LIPP, ANN RUARK.

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA XIII EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2018).

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2019 PER: MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO (LUCAS HEDGES), MIGLIOR CANZONE ("REVELATION").

CRITICA

"(...) cosa aspettarsi in una visione dell'esistenza con tanto poco slancio in cui la famiglia è il rifugio e il bene supremo meschinità incluse perché così è e deve essere. Potrebbe essere persino divertente con un po' di ironia e di distanza, che non sono nelle corde del film. La sola certezza è l'uomo eterno bambino e per fortuna che c'è sempre una mamma con gli occhi buoni e la pazienza per capirlo. (...) Garrard Conley, l'autore del memoir 'Boy Erased - Vite cancellate', da cui è tratto il film di Joel Edgerton, è riuscito a rielaborare quell'esperienza. Il dubbio è che in sala non entrino proprio il padre di Jared e il suo rieducatore. E dunque tolta la presunta utilità di un'opera, che resta di un cinema senza immaginazione, rigidamente legato allo spartito di un tema?" ('Il Manifesto', 14 marzo 2019)

"(...) Tratto dal memoir del 2018 del giornalista Garrard Conley, il film è vistoso nelle scene psicologicamente cruente e nella cialtroneria «medica» del suo apparato scientifico. Così come non appare molto credibile la famiglia esterrefatta con papà Russell Crowe e mamma Nicole Kidman che farà un coming out di rimorso al tavolo del ristorante, ma nessuno entra nel nocciolo della questione. L'opera seconda dell'australiano Joel Edgerton è un onesto, didascalico invito a non ostacolare i diritti civili, dati erroneamente per scontati, e le qualità umane e morali delle persone che ci sono vicine. Peccati veniali di cinema a parte, c'è nel senso di 'Boy Erased Vite cancellate' la voglia sociale di affrontare un tema sempre più attuale. Lucas Hedges, specialista di angosce di ragazzi in panne, da 'Manchester by the sea' a 'Ben is back', è un protagonista sensibile per cui si parteggia ma che ci insegue poi con un doppio strato di malinconia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2019)

"Ispirato a una storia vera raccontata anche in un libro autobiografico,' Boy erased' è la seconda regia dell'attore Joel Edgerton, che qui si ritaglia un ruolo accanto a Nicole Kidman e Russell Crowe. (...) Il racconto procede minuzioso, tradizionale. La cosa più interessante è la descrizione del funzionamento di questo universo concentrazionario, mentre i rapporti tra i personaggi sono sviluppati in maniera fin troppo lineare e prevedibile. A dare un po' di spessore ci sono gli attori, in particolare Hedges, che è ormai il giovane attore più interessante del cinema americano. Curiosamente, una storia gemella, ma al femminile, era stata raccontata in un film uscito qualche mese fa, 'La diseducazione' di Cameron Post, anch'esso visto da noi alla Festa del cinema di Roma." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 14 marzo 2019)
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