Bound - Torbido inganno

Bound

USA - 1996
Bound - Torbido inganno
La giovane Corky, che per sbarcare il lunario si adatta a fare l'idraulico, si reca per un lavoro in un lussuoso appartamento di Chicago. Nell'ascensore incontra Violet, la donna di Ceasar, delinquente di medio calibro dedito per conto della mafia al riciclaggio del denaro sporco. Tra le due ragazze scocca la scintilla della reciproca attrazione, che ben presto si tramuta in un vero rapporto fisico. Quest'incontro imprevisto sconvolge la vita di Violet, che decide di cambiare vita e interrompere i propri legami con la malavita. Ma per fare questo chiede aiuto a Corky. Violet sa che Ceasar deve consegnare al boss Gino Marconi due milioni di dollari nascosti nell'appartamento e propone a Corky di rubarli, dopodichè insieme potranno fuggire libere e ricche. Le due ragazze preparano un piano, rubano il denaro, ma alla fine Ceasar scopre il furto e prepara una feroce vendetta. Solo grazie ad una consumata prontezza di riflessi e all'istinto di sopravvivenza, Violet e Corky riescono a restare vive, forse libere ma povere.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: ANDREW LAZAR, STUART BOROS
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1996) - MEDUSA VIDEO (PEPITE)
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MAGGIO 1996

- I DUE FRATELLI NELLA VERSIONE ORIGINALE FIRMANO IL FILM COME "THE WACHOWSKI BROTHERS"

CRITICA

"E' l'alternanza fra rischi e sorprese, in questa loro impresa cementata dalla reciproca seduzione, il vero motore del film. Così che, probabilmente senza intenzionalità, la coppia luciferina risalta per il piano diabolico, più che per le performances erotiche, e per un'implicita comicità che smorza i toni affocati e fa risaltare i dettagli di humour nero. E la sorpresa finale, che capovolge le aspettative logiche, è un'ennesima presa per il bavero, in cui l'intonazione del film fa una capriola e si propone capovolta, con un ammiccamento trasgressivo che annacqua la provocazione in uno sberleffo". (Mirella Poggialini, 'Avvenire', 13 settembre 1996)

"La storiellina del colpo ai danni della mafia è un puro pretesto, tanto inutile da confondere ideazione e realizzazione in un unico, contorto piano narrativo. L'importante è piazzare qualche 'sensazione forte', per aprire il dibattito o far affollare il botteghino (anche se negli Usa sta aspettando di uscire da sette mesi). E allora vai coi colpi bassi: l'amore saffico è di moda? Eccoti una scena similhard che più lesbo non si può. La mafia è cattiva? Ti servono un coacervo di violenza e stupidità da lasciare a bocca aperta. La suspense latita? Giù coi colpi di scena e le inquadrature astruse. Il cattivo deve morire? Lo filmiamo dall'alto, mentre cade in una pozza di vernice bianca, caso mai non fosse chiaro. Al rallentatore, naturalmente. Per 10 minuti. E cinema? No, è paccottiglia pubblicitaria! Irritante". (Paolo Mereghetti, 'Sette del Corriere della Sera', 5 settembre 1996)
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