Boris - Il film

ITALIA - 2010
4/5
Boris - Il film
Il regista René Ferretti, stanco di girare le solite fiction su forze armate, intrighi ospedalieri e drammi in costume da prima serata, ha deciso di tentare il colpo grosso e realizzare un film d'autore. Tuttavia, il cinematografaro snob si renderà ben presto conto che il 'salotto buono dell'industria culturale', popolato da ricchi e nullafacenti sceneggiatori, attrici nevrotiche e direttori della fotografia che si credono artisti, è ancora peggio di quello della TV. Ad aumentare la sua amarezza, poi, interverrà anche lo spettro dell'unico genere cinematografico che il pubblico italiano sembri apprezzare: il Cinepanettone.
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: omonima serie TV
  • Produzione: LORENZO MIELI E MARIO GIANANI PER WILDSIDE IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, SKY CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2011)
  • Data uscita 1 Aprile 2011

TRAILER

RECENSIONE

“Molti di voi hanno diviso con me più di 15 anni di progetti, ora si apre una nuova fase”. Il regista René Ferretti (Francesco Pannofino) molla la brutta fiction tv e si prova in un film d'autore “alla Gomorra”. Ma il mondo del cinema può essere perfino peggio: tra cinematografari snob, attrici nevrotiche e attori eroinomani, sceneggiatori modaioli e squali assortiti, Boris Il film arriva sul grande schermo con lo stesso cast della serie e gli stessi autori, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, che firmano anche la regia. Produce Wildside, in collaborazione con RaiCinema, ed è il meglio approdo possibile per una fiction anti-fiction già di culto: come avrà fatto 01 a scipparlo a Medusa? Funziona tutto, le risate corrono sul filo della satira, travolgendo vizi e ancora vizi dello spettacolo italiota, dove si può girare addirittura Il giovane Ratzinger, perfino una Cagna merita il primo piano, la fotografia è sempre “aperta” e dal libro di Stella e Rizzo può nascere - udite, udite! - Natale con la casta
Davvero, si ride e si riflette, perché lo humour sardonico, verace e feroce è al servizio delle care, vecchie cellule grigie: siamo lontani anni luce dai cinepanettoni, rispetto a Zalone c'è più cinema e una sola sequenza vale il pur non disprezzabile Benvenuti al Sud. Insomma, tutto bene, a parte un insidioso dubbio che deflagra nel finale: tra peti e il refrain di Martellone (omissis) a scardinare l'autorialità che fu, il film nel film Natale con la casta rischia di divertire più di Boris.
Aridatece il cinepanettone? Certo che no, ma i tre registi-sceneggiatori osano con coraggio, fino a rasentare il masochismo: se è vero, e così è, che questi frizzi e lazzi piovono su una società che non è più quella che li tenne a battesimo, perché ne ridiamo ancora? Malattia tricolore o patrimonio nazionale? Come direbbe Martellone… Ma è l'ennesima prova che qui non ci sono le solite quattro battute cacio e pepe: Boris Il film è un grande film. Da ridere con la testa.
Federico Pontiggia

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 2011 A CAROLINA CRESCENTINI COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (PREMIATA ANCHE PER "20 SIGARETTE" DI AURELIANO AMADEI). IL FILM ERA CANDIDATO AL NASTRO SPECIALE-COMMEDIA.

CRITICA

"Pesce d'aprile: 'Boris' arriva al cinema, ed è il più bel scherzo che potreste immaginare. Dopo la fiction, ora tocca alla nostrana settima arte, che poi tanto arte non è, beccarsi una feroce dose di ironia, quella che Ciarrapico, Torre e Vendruscolo ci hanno già fatto applaudire in tv. (...) Riderete da morire ma, dulcis in fundo, non sono le solite battute, perché alla berlina è l'Italia oggi, cialtrona, scansafatiche e improvvisata. I tre moschettieri della tragicommedia ritrovata non salvano nessuno: nemmeno se stessi, e il mondo che li circonda. Ma salvano 'Boris il film': è un capolavoro." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 31 marzo 2011)

"Certo lo si vede lontano un miglio che vogliono viaggiare tre metri sopra il cinema italiano. Perché sì, stanno facendo la commedia, ma non quella solita, banale e corriva. Perché sono intelligenti, metacinematografici, colti. Anche un po' saputelli. E infatti la presa in giro sul cinepanettone (ma è una vera e propria tirata moralistica), è la cosa meno convincente di 'Boris il film', felice trasposizione sul grande schermo (da venerdì in sala) della serie tv di culto di Fox (tre stagioni su Sky), scritto e diretto dal trio Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Ma è altrettanto certo che 'Boris il film' ha una freschezza e una vivacità unica nel nostro panorama cinematografico. (...) Non mancano le frecciatine, più spuntate per i dirigenti di RaiCinema (che produce insieme a Wilder), un po' più pungenti per Medusa (...). Niente al confronto della Filmauro di De Laurentiis con i parodici 'Natale al Polo Nord' e 'Natale nello spazio', additati (...)come il male assoluto del cinema italiano (per la verità un po' fuori tempo massimo visto che il genere è in decadenza)." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 31 marzo 2011)

"Non c'è stato alcun accordo 'pubblicitario' con i giornalisti-superstar Stella & Rizzo: la banda di Boris non ha chiesto il permesso di utilizzare il titolo 'La casta', l'ha fatto e basta, con il felice atteggiamento da commando che li contraddistingue. Anche perché, come viene detto nel film, come diavolo si potrebbe trarre un film da 'La casta'? E' un libro solo di numeri. In realtà si mormora che l'idea di fare un film da 'La casta' sia circolata, nel cinema italiano di questo infelice XXI secolo, il che dimostra quanto le idee stiano a zero e quanto quelli di 'Boris' stiano sul pezzo. (...) I tre registi-autori della serie - Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo - hanno fatto centro: trasferendo i propri strali satirici dalla tv al cinema, non hanno perso l'umorismo e il divertimento che tracimavano dai canali di Sky. Di più: poiché il cinema è comunque un universo di riferimento più 'alto' rispetto alla tv, 'Boris - Il film' diventa uno specchio deformante messo di fronte all'Italia, già di per sé assai grottesca, di questo scorcio storico. C'è un momento altissimo, nel film, in cui tutto ciò diventa chiaro: la lezione di sceneggiatura in cui Glauco - Giorgio Tirabassi, bravissimo - spiega ai colleghi come si realizza un cine-panettone." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 1 aprile 2011)

"Che a casa nostra le cose funzionino così è eccessivo affermarlo; però è indubbio che il ritratto de noantri che viene fuori da questo omaggio alla serie televisiva omonima fa ridere e non scandalizza. Il covo degli sceneggiatori di Sinistra Democratica è da antologia, così come l'espediente '8x12' per dare espressione all'attrice cagna." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 1 aprile 2011)
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