Book Club - Tutto può succedere

USA - 2018
2,5/5
Book Club - Tutto può succedere
Carol, Diane, Jane, Sharon, 4 donne alle prese con gli eterni problemi sentimentali. La loro vita scorre piuttosto noiosa fino a quando la lettura di Cinquanta Sfumature di Grigio la cambierà irrimediabilmente. Ispirandosi allo scandaloso romanzo, vivranno nuovi amori, vecchi ritorni di fiamma, situazioni esilaranti e sconvenienti... Saranno finalmente pronte a entrare nel nuovo capitolo della loro vita?
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ANDREW DUNCAN, BILL HOLDERMAN, ALEX SAKS, ERIN SIMMS PER APARTMENT STORY, JUNE PICTURES
  • Distribuzione: BIM DISTRIBUZIONE (2019)
  • Data uscita 4 Aprile 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Costanza Morabito
Quattro gigantesse di Hollywood sono calate in un microcosmo losangelino á la Nancy Meyers quando piove loro in grembo 50 sfumature di grigio: è la più audace Jane Fonda-Vivian (ricchissima proprietaria di un albergo di lusso che rifiuta legami sentimentali duraturi, preferendo avventure sessuali senza impegno) a proporlo come lettura del mese per il loro club del libro.

Diane Keaton, Candice Bergen, Mary Steenburgen e Jane Fonda, ciascuna con il suo personaggio diversamente stereotipato, si ritrovano periodicamente in bei salotti ordinati per discutere di libri, ma è con in mente le avventure di Mr. Grey e signora che cominciano a riflettere sulle loro vite sentimentali e sessuali, o meglio sulla loro mancanza.

Accolta la proposta di Vivian dopo lo scetticismo iniziale, le quattro amiche si trovano inaspettatamente incollate alle pagine ma soprattutto risucchiate in un mondo pieno di possibilità che non si vergognano a reclamare come loro, nonostante l’età.

E così Diane (Keaton), rimasta vedova da poco, complice quel guizzo di grinta in più datole dalle 50 sfumature, si lancia in una love story con un bel pilota d’aerei (Andy Garcia), lei che odia volare, in barba alle ansie delle figlie (Alicia Silverstone e Katie Aselton), che la vorrebbero tranquilla e sorvegliata in un seminterrato con pavimenti antiscivolo in Arizona. Sharon (Candice Bergen), autorevole giudice federale dall’apparenza seriosa (in realtà sarà proprio lei con il suo irresistibile aplomb ad animare alcuni tra i momenti più esilaranti del film), a diciotto anni dal suo divorzio (e dall’ultimo contatto con un uomo) spinta dalle amiche decide di gettarsi nell’online dating… con insperato successo.

Vivian, ça va sans dire, rincontrerà l’uomo che le ha rubato il cuore quarant’anni prima (Don Johnson) e dovrà imparare a cedere al richiamo dell’amore vero; mentre Carol (Mary Steenburgen), l’unica sposata delle quattro amiche, è alle prese con un matrimonio da riavviare, in un momento in cui il marito recentemente pensionato (Craig T. Nelson) sembra pensare solo a riavviare la sua vecchia moto.

Così, seguendo una sceneggiatura banale ma impreziosita da una raffica di battute e episodi divertenti, le quattro protagoniste procedono inesorabilmente ciascuna verso il proprio destino amoroso. Le quattro vicende scorrono parallele, inframmezzate dalle riunioni delle amiche – che nel frattempo si sono appassionate all’intera trilogia di 50 sfumature, un po’per trarre ispirazione un po’per consolarsi – e giungono a conclusioni più o meno brillanti.

La prevedibilità della vicenda non sottrae nulla al talento e alla scintilla che quattro Signore del cinema riescono a portare sullo schermo: brave, belle e ironiche co-protagoniste di un film che si concentra sulla vita di donne ultrasessantenni senza pietismi né acide invidie nei confronti delle giovani generazioni.


Eppure al film manca qualcosa, una scanzonatura meno patinata e più risqué, un maggiore sviluppo della trama, una legatura tra quattro vicende differenti: ciò che, invece, era riuscito meglio a sei signore inglesi in Calendar Girls. Al netto di una sceneggiatura perfettibile, è sempre bello però vedere sullo schermo storie (romantiche!) che non riguardano solamente giovani e giovanissimi, ma fanno spazio a stelle mature che hanno ancora tanta luce da regalare.

CRITICA

"Sta al femminismo come la saga delle sfumature di grigio rosso nero sta all'erotismo. Il regista Bill Holderman gioca a carte scoperte con una sceneggiatura non priva di battute «understatement» (anche di evitabili grossolanità, scena del Viagra) chiamando in servizio quattro dive (304 candeline totali) che si disputano il dono dell'autoironia con qualche smorfietta. Il filone «all female» ci ricorda 80 anni fa 'Donne', capolavoro di Cukor di ben altra pasta. (...) È audace solo in apparenza, non così fuori dalle convenzioni sociali come vorrebbe, ma anzi complice, eppur piacevole nel viaggio a ritroso nel tempo della commedia. Tanto che è presente in un cameo con il marito l'autrice delle 'Sfumature' E.L. James." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 4 aprile 2019)

"Da un po' di tempo i film con divi anziani hanno preso sempre più piede nel cinema americano. Jane Fonda, Clint Eastwood, Robert Redford, hanno interpretato ruoli di rapinatori in disarmo, amanti al crepuscolo, avventurieri tardivi: figure, insomma, che riscoprono l'amore e l'avventura, impensabili nel cinema di trenta quarant' anni fa. Per non parlare di una serie tv come 'Il metodo Kominsky', con Michael Douglas e Alan Arkin. Segno dell'invecchiamento del pubblico, specie per un certo tipo di cinema? O magari modelli attraenti anche per il pubblico di mezza età, che si conforta pensando che tra qualche decennio potrà ritrovarsi cool come loro? Il quarantenne Bill Holderman, dopo aver lavorato appunto come produttore agli ultimi film di Redford, ha messo insieme un cast di donne fra i 70 anni e gli oltre 80 (Jane Fonda, Diane Keaton, Candice Bergen), con la più giovane Mary Steenburgen (classe 1953) (...) Dopo la descrizione dei personaggi, si ha l'impressione che la vicenda ristagni: le scene che funzionano meglio sono quelle di gruppo, ma quando seguiamo le vicende separate l'interesse scema. E l'insieme, alla fine, non è molto divertente, a parte qualche battuta. Rimane giusto il piacere di rivedere attrici che portano con sé un po' di storia del cinema, magari attorniate da simpatici comprimari maschili, da Andy Garcia a Richard Dreyfuss a Craig T. Nelson. Non sarebbe poi un male l'apologia della lettura non come scoperta della bellezza e della cultura, ma come simpatico vizio. Il romanzo europeo in fondo cominciò secoli fa anche come genere d'evasione per femmine, e come tale venne criticato moralisticamente. Però '50 sfumature' sembra avere nel film un potere un po' troppo devastante, tanto da dare l'impressione di una specie di spot tardivo al libro (avallato dalla sua autrice, che compare in un cameo)." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 4 aprile 2019)

"Nel gruppo di donne in età che in «Book Club» scelgono di leggere insieme la saga di «Cinquanta sfumature di grigio», Diane Keaton (che nel film, non a caso, si chiama Diane) ha il ruolo dell'irriducibile sognatrice. (...) Superata la malinconia di una crisi momentanea, Keaton alla fine si riprende la vita, dimostrando che amore e sesso non hanno date di scadenza. Ma, anzi, si possono consumare a volontà, a patto di sapersi guardare dentro (e allo specchio) con totale sincerità." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 4 aprile 2019)
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