Bologna 2 agosto ...i giorni della collera

ITALIA - 2012
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Bologna 2 agosto ...i giorni della collera
Storia di un gruppo di ragazzi di destra che, negli anni Settanta, si dissocia dall'MSI per fondare il gruppo armato N.A.R. (Nuclei Armati Rivoluzionari) e che sarà protagonista di una lunga serie di fatti efferati. Le loro azioni delittuose eseguite tutte a volto scoperto, vengono notate dai servizi segreti deviati che in seguito le utilizzeranno per destabilizzare lo Stato. Uccisioni, rapine, pestaggi saranno all'ordine del giorno. Queste azioni non hanno nessuna logica politica, tanto da essere identificate in seguito come "spontaneismo armato", messo in atto da gruppi giovanili di estrema destra che intendevano passare alla storia come rivoluzionari contro uno Stato democratico e antifascista. Legati alla malavita romana, ai servizi segreti deviati e alla Loggia massonica P2, durante gli anni di piombo furono tra i fautori di quell'atmosfera di terrore e di follia sfociata in una delle stragi più efferate dal dopoguerra, quella della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che causò la morte di 85 vittime innocenti e 200 feriti.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: VIRGINIO MORO PER TELECOMP PLANET
  • Distribuzione: TELECOMP PLANET (2014)
  • Data uscita 29 Maggio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Siamo al culmine degli anni di piombo, in quel sanguinoso agosto del 1980 alla stazione centrale di Bologna, là dove si consuma la più efferata strage terroristica dal dopoguerra in poi. Il film ripercorre l’atmosfera surriscaldata di quegli anni, ricostruendo il contesto entro cui matura il gruppo dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), falange armata degli attivisti di estrema destra, dissociatasi dall’azione parlamentare dell’MSI e dedita, essenzialmente, alla destabilizzazione e alla lotta contro lo Stato democratico.
Seguendo passo per passo le imprese di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro (esponenti di spicco dei NAR, nel film celati da pseudonimi), i due registi Giorgio Molteni e Daniele Santamaria Maurizio tentano di ricostruire il retroscena di uno dei grandi misteri della recente storia italiana, documentando l’ampia rete di collusioni fra i gruppi armati di destra e la malavita organizzata romana, i servizi segreti deviati e le logge massoniche. Il progetto è ambizioso e vorrebbe muoversi secondo un modello che si rifà al cinema nostrano di denuncia degli anni 70, come quello di Francesco Rosi.
I risultati, tuttavia, non sono all’altezza delle premesse per diversi fattori: una sceneggiatura gracile da un lato, tallone d’Achille di parecchio cinema italiano odierno, che banalizza situazioni complesse con dialoghi non sempre all’altezza, e una recitazione legnosa e inadeguata del cast, soprattutto quello più giovane; sprecati, infine, i pur buoni e televisivi Flaherty e Biagini. D’altro canto, se pure la regia mostra notevoli intuizioni nella ricerca di inquadrature “come se ne faceva una volta”, spesso il taglio fin troppo televisivo di certe soluzioni inficia il quadro generale. Altro tasto dolente è la colonna sonora, invasiva e decisamente poco azzeccata. Peccato per il risultato, perché il tema, che ci riguarda ancora da vicino, avrebbe meritato ben altra profondità e forza espressiva.

CRITICA

"Di questa ennesima pagina nera della «notte della Repubblica» fin qui il cinema non ha mai «azzardato» ricostruzioni (c'era un progetto di Francesco Patierno mai arrivato a compimento), a parte quello del reale. Lo fa ora 'Bologna 2 agosto... I giorni della collera' di Giorgio Molteni e Daniele Santamaria Maurizio che ripercorre a ritroso il clima avvelenato degli anni di piombo, fino alla bomba alla stazione, puntando l'obiettivo sul gruppo neo fascista dei Nar. Una ricostruzione che, attraverso nomi di fantasia, ci immerge subito nella «vita ribelle» di Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, alle prese col loro progetto di sovvertire lo Stato con la lotta armata. La prima «prova» è una rapina in un'armeria a cui seguiranno ben più violente prove, fino ad omicidi a sangue freddo, in cui la coppia terrorista dividerà amore e sangue fino all'ultimo respiro. Tracciando però e soprattutto una storia che dice degli stretti rapporti tra l'eversione di destra, i servizi segreti deviati, la P2 di Licio Gelli e la malavita romana della Banda della Magliana. Non a caso il film tenta di guardare al genere - quello dei '70 sicuramente - spingendosi nel tracciato di 'Romanzo criminale' ma senza mai arrivare ad uno sguardo personale che si distacchi dal didascalismo del racconto, dei dialoghi e della recitazione. Basato sugli atti dei processi, come garantisce lo sceneggiatore Fernando Felli - 'Bologna 2 agosto...' è il lodevole tentativo di svelare una delle più intricate e ancora «secretate» pagine della nostra storia. Eppure le buone intenzioni non bastano a dare spessore né ai personaggi, né al film nel suo insieme, né tanto meno alla scoperta della verità che resta quella nota fin qui, così come l'hanno rimandata media e cronache. Mentre lo stile e l'impatto emotivo resta ancorato ai canoni più consumati della fiction televisiva." ('L'Unità', 29 maggio 2014)

"Mambro, Fioravanti, i Nar, Licio Gelli e la strage di Bologna diventano un festival di cliché (delinquenti giovani e bellocci sempre al tavolo da biliardo come in 'Romanzo criminale') e facce da fiction tv (può essere credibile Martina Colombari come giornalista d'assalto?) con nomi e cognomi diversi a evitare grane giudiziarie. La montagna era altissima da scalare ma la spedizione guidata da Molteni e Santamaria Maurizio crolla al primo tornante, raccontando con fretta e superficialità gli anni di piombo dal 1978 al 1985. Finale di irritante ambiguità dove i registi decidono di non prendere posizione, dopo mille allusioni, sulla responsabilità del terrorismo nero riguardo la strage di Bologna del 2 agosto 1980. «I morti sono morti. Perché pensarci ancora?» dice il leader dei Nar con sorrisetto alla fine. Già. E perché farne un film così banale?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 maggio 2014)

"Ecco come da tragici fatti di cronaca può nascere un film (involontariamente) comico. (...) Mancano solo Totò e Peppino." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 maggio 2014)
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