Body Snatch - Corps à corps

Corps à corps

FRANCIA - 2003
Body Snatch - Corps à corps
A Marsiglia Marco si innamora di Laura, spogliarellista, la convince a lasciare il locale, si sposano. Sei anni dopo, eccoli a Lione in una grande casa isolata e con un figlio, il piccolo Jeannot. Il bambino ha qualche difficoltà ad esprimersi. Laura lo porta dal medico e qui, per caso, scopre una fotografia inattesa del marito. Da quel giorno va in cerca di altre notizie su Marco, apprende che è stato sposato, che è chirurgo. Ma ben presto lui se ne accorge e comincia a tormentare la moglie in tutti i modi. Quando la situazione tra i due diventa difficile, Marco cerca di chiudere Laura in casa e sequestra Jeannot in un locale adiacente. A poco a poco il terribile quadro si delinea. Tempo prima, Marco aveva perso la moglie in un incidente e la figlioletta era rimasta senza conoscenza. Ora si trova in coma proprio in quel locale sotterraneo dove viene rinchiuso Jeannot. Marco aveva architettato un piano diabolico per sostituire la moglie con un'altra donna ugualmente uscita da un incidente d'auto. Tuttavia, dopo uno scontro cruento, Laura trova la forza per ribellarsi e per eliminare Marco. Due mesi dopo, Laura ha ripreso la propria vita e ora insegna a bambini sordi. Jeannot cresce, guarda il mare, ripensa a quello che ha vissuto.
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: PATRICK GOUYOU BEAUCHAMPS, ANNE REGARD, CLAUDE CARRERE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE
  • Data uscita 22 Agosto 2003

CRITICA

"I bravi attori e l'intrigo ingegnoso anche se farraginoso danno qualità al film: ma a renderlo interessante è soprattutto il capovolgimento di situazione e di personaggi, l'inganno quotidiano, il passaggio da un mondo sereno e sicuro all'incertezza di tutto, lo spavento moltiplicato dalla sordità". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 23 agosto 2003)

"Don Siegel ed Hitchcock. Corpi duplicati, posseduti e modificati e fantasmi della prima moglie. Fantamedicina e un marito troppo romantico per essere vero. I due esordienti nella fiction, François Hanss e Arthur-Emmanuel Pierre, firmano questo angoscioso thriller romantico 'montano'. (...) La deliberata retorica visiva dell'armonia domestica si sgretola in una spirale di orrore e il film diventa più avvolgente. La tensione è amministrata con qualche incertezza di troppo e alcuni eccessi figurativi, sia nella prima che nella seconda parte del film, penalizzano questo debutto nel nome del cinema di "genere". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 27 agosto 2003)

"Si tratta di un'opera prima che si segnala sopratutto per il tono cinefilo: i due registi mettono insieme le suggestioni di tanto cinema del passato sul versante del thriller psicologico/psicanalitico (l'ultimo Hitchcock è ampiamente omaggiato) e a lungo andare la storia si avvolge molto su se stessa, lasciando spazio ad un crescendo che sfocia in un passaggio finale ad alta tensione. Tuttavia, tra un citazione e l'altra, si aprono spazi in cui, simbolicamente, è ben delineata l'amara parabola cui vanno incontro rapporti che puntano più sull'eccesso e meno sulla stima reciproca, più sull'esteriorità e meno sulla conoscenza profonda. Nell'insieme però la vicenda perde ben presto connotati realistici a favore di un impianto onirico, dove si scontrano l'amore vero e l'amore follia." (Segnalazione cinematografiche, vol. 136, 2003)
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