Blues Brothers - Il mito continua

Blues Brothers 2000

USA - 1998
Blues Brothers - Il mito continua
Elwood Blues esce di galera e scopre che negli anni molte cose sono cambiate. Suo fratello Jake è morto, la band di cui faceva parte si è dissolta e l'orfanotrofio in cui è cresciuto è stato distrutto. Gli rimane soltanto Cabel, una specie di fratellastro, figlio di Curtis, il custode dell' istituto. Lo va a trovare ma Cabel è diventato il severo comandante della polizia di Chicago e non vuole saperne di questa nuova 'parentela'. Va allora a trovare suor Maria, la sua ex madre superiora che sta cercando un tutore per Buster, un orfano di dieci anni. Elwood si ritrova così con un bambino accanto, mentre ha capito che il suo compito vero è quello di rimettere insieme il vecchio gruppo musicale e tornare agli antichi splendori. Accompagnato dal ragazzino, Elwood incontra il barista Mighty, lo convince a seguirli e a recuperare i componenti della band. Nel fare questo, Elwood e compagni devono difendersi da molte insidie: i poliziotti agli ordini di Cabel, la mafia moscovita, un gruppo di strani miliziani. La band infine si ricostituisce e, dopo alcune esibizioni non troppo felici, sembra volersi sciogliere. Decidono invece di partecipare alla tradizionale sfida tra band in Louisiana. I vecchi rivali vincono il primo premio, ma ugualmente Elwood e gli altri improvvisano qualcosa. All'arrivo della polizia e della madre superiora, Elwood e Buster fuggono in macchina inseguiti dai poliziotti.
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: sceneggiatura del film "The Blues Brothers", scritta da Dan Aykroyd e John Landis
  • Produzione: JOHN LANDIS, DAN AYKROYD E LESLIE BELZBERG
  • Distribuzione: UNITED INTERNATIONAL PICTURES (1998) - CIC VIDEO - BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2011)

CRITICA

"Inutile seguirlo, anche se in realtà somiglia più a un rifacimento, del mitico 'Blues Brothers', diretto ancora, diciotto anni dopo, dall'ormai sfiatato John Landis. Nonostante gli eccellenti numeri musicali, ricchi di superstar, e la simpatia di Dan Aykroyd, si sente l'assenza, oltre che di un copione decente, dell'inimitabile John Belushi". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 20 settembre 2001)
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