Black & White

Black and White

USA - 1999
Black & White
Deciso a lasciarsi alle spalle una vita di piccoli e grandi crimini, Rich Bower decide di diventare un impresario di musica hip-hop ma, in queste nuova veste, si trova subito in contrasto con le abitudini del mondo dei bianchi. La spregiudicata regista di documentari Sam Donager e il suo affascinante e perverso marito si mettono nel frattempo al seguito di un gruppo di adolescenti della New York bene che cercano di imitare lo stile di vita di Rich e dalla sua cerchia. Intanto, all'insaputa di tutti, l'ispettore di polizia Mark Clear sta tentando di incastrare Bower ricattando un suo amico d'infanzia, Dean, affermato giocatore di basket nel campionato universitario. Quando Greta, la fidanzata di Dean, informa Rich della trappola, scatta una girandola di eventi che cambierà la vita di tutti.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MICHAEL MAILER - DANIEL BIGEL FILM - RON ROTHOLZ - PALM PICTURES (CHRIS BLACKWELL)
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA
  • Vietato 14
  • Data uscita 6 Luglio 2001

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO/LUGLIO 2001

- PRESENTATO AL 18° TORINO FILM FESTIVAL

- "AMERICANA - OMAGGIO A JAMES TOBACK"

CRITICA

"Imprevedibile come il suo cast, 'Black & White' esplora una Manhattan squassata da follia interrazziale, dove quella sessuale è solo una delle piste intrecciate in un plot espanso e perverso che sterza a sorpresa nel poliziesco. In questa grande copula bianco-nera rientrano infatti il business delle mode black, l'odio generazionale mascherato da ammirazione per un gruppo ribelle, l'atteggiamento perlomeno ambiguo con cui i neri affrontano questa improvvisa fiammata d'interesse nei loro confronti. Ma il colpo di genio è il cast, che mescola fior d'attori a personaggi come Claudia Schiffer e Maria Maples...". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 luglio 2001).

"Molti sono i registi (e gli stili) utilizzati, ma la satira prevale su tutti: Toback vuole soprattutto prendere in giro gli stereotipi attraverso i quali i bianchi percepiscono i neri, e viceversa. Il bizzarro risultato è di renderli tutti quanti sgradevoli: sia i rappers o i giocatori di basket pronti a svendere la propria identità nel nome del dollaro, sia gli studentelli e i film-makers borghesi che li frequentano per ricavarne sesso, 'correttezza politica' ed emozioni forti. Vario, pittoresco e discontinuo il cast". (Alberto Crespi, 'Film Tv', 29 luglio 2001)
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