Black Mirror: Bandersnatch

USA, GRAN BRETAGNA - 2018
Black Mirror: Bandersnatch
Nel 1984 un giovane programmatore incomincia a mettere in dubbio la realtà mentre trasforma in videogioco un romanzo fantasy. Una storia spiazzante con finali multipli.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FANTASY, SERIE TV
  • Specifiche tecniche: (1:1.33), ARRI ALEXA 65
  • Produzione: RUSSELL MCLEAN PER HOUSE OF TOMORROW
  • Distribuzione: NETFLIX

NOTE

- FILM INTERATTIVO.

CRITICA

"Non è un videogame, ma dei giochi ha l'interattività e la narrazione molteplice. Non è televisione, perché del semplice episodio di una serie non ha niente. Ed è online, perché l' unico modo per vederlo è via internet. Proviamo a spiegarci meglio. 'Black Mirror: Bandersnatch', disponibile su Netflix, cade certamente sotto la categoria dei film interattivi, genere che è ancora nella sua infanzia ma che ha visto, soprattutto con lo sviluppo del web, diversi esperimenti, più o meno riusciti. Nessuno, però, del calibro di quello proposto da Netflix. Cosa vuol dire 'interattivo'? Che lo spettatore, attraverso il telecomando o il joystick o il touch, può modificare la storia, facendo compiere al protagonista scelte differenti, con la possibilità di indirizzare la storia in un senso o in un altro fino a una serie di possibili finali. (...) Nessuno è d' accordo su quanti siano in realtà i finali in questo film: Netflix dice che ce ne sono cinque 'ufficiali', secondo altri ce ne sono almeno dodici, e c'è chi dice che sono di più, anche perché alcuni non sono 'definitivi' ma solo delle interruzioni nella narrazione. (...) Il che significa che non esiste un finale migliore di un altro, anzi, che non esiste nessun vero finale perché tutti hanno un senso a seconda delle scelte che vengono fatte da chi guarda, che di fatto si trasforma in regista del film. (...) Ma non aspettatevi solo intrattenimento, non si tratta di un normale videogioco realizzato non dal computer ma da attori veri: 'Bandersnatch', nella tradizione di 'Black Mirror', mette insieme molti temi, con un approccio 'filosofico' rispetto alla materia trattata, ovvero quella del controllo. Il film parla di controllo mentale che si trasforma in controllo fisico, di realtà molteplici e di come percepirle, dell'arte della narrazione e di come influenzi il pensiero, delle droghe e delle tecnologie, dei rapporti umani e del dolore, del libero arbitrio e della ricerca di se stessi. Tantissima, forse anche troppa carne al fuoco (...)." (Ernesto Assante, 'La Repubblica', 9 gennaio 2019)
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