Black Butterfly

USA - 2017
2/5
Black Butterfly
Lo sceneggiatore Paul vive isolato nella sua vecchia casa in un bosco, dove sta cercando di scrivere l'opera che spera rilancerà la sua carriera poiché, da quando sua moglie lo ha lasciato, è vittima di un blocco creativo. Poi, un giorno conosce Jack, un vagabondo cui offre ospitalità ma che ben presto lo prende in ostaggio e lo obbliga a scrivere, facendo emergere segreti sepolti da tempo...
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: MARC FRYDMAN, ROD LURIE, ALBERTO BURGUEÑO, JUAN ANTONIO GARCÍA PEREDO, SILVIO MURAGLIA, ANDREA IERVOLINO, MONIKA BACARDI, ALEXANDRA KLIM PER PARADOX STUDIOS, BATTLEPLAN PRODUCTIOND, IN ASSOCIAZIONE CON AMBI MEDIA GROUP, BATTLEPLAN PRODUCTIONS, PREMIERE PICTURES
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 13 Luglio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane

I romanzieri di successo dovrebbero pensarci due volte prima di ritirarsi a lavorare in montagna o in qualche dimora sperduta nel bosco. Sul grande schermo, la loro pace si trasforma spesso in un incubo a occhi aperti, dove criminali e fan sfegatati attendono nell’ombra per scatenare la loro follia.

La Kathy Bates di Misery non deve morire è sempre in agguato. In Black Butterfly, lo scrittore di turno è un imbolsito Antonio Banderas, nel film Paul, che preferisce la bottiglia alla macchina da scrivere. Dopo un caffè, una bella donna e una rissa scampata in un bar in città, Paul raccoglie per strada un vagabondo e se lo porta a casa.

L’uomo lo aveva aiutato a evitare le botte di un camionista furioso e ora Paul vuole offrirgli un posto caldo per la notte. Inizialmente sembra quasi che tra i due ci sia una tensione omoerotica, ma poi la storia si perde nello stereotipo e si chiude con una soluzione cervellotica.

Fanno cena con un fucile a pompa sul tavolo e giocano alla vittima e al carceriere senza regalare neanche un brivido, con un paio di colpi di scena che insultano l’intelligenza della platea. Cameo di Abel Ferrara, che sembra domandarsi come ha fatto a imbarcarsi in questa impresa.

NOTE

- BASATO SUL FILM TV FRANCESE "PAPILLON NOIR" (2008) SCRITTO DI CHRISTIAN FAURE.

CRITICA

"A dire il vero, un gioco delle parti ambizioso, quello ordito da Goodman e dagli sceneggiatori, che non offre particolari spunti di riflessione sulla relazione tra finzione e realtà. E la vicenda sullo sfondo di un serial killer che uccide donne, non contribuisce a elevare le sorti di un film che vanta un cameo di Abel Ferrara." (Mazzino Montinari, 'Il Manifesto', 13 luglio 2017)

"Thriller psicologico di mediocre scrittura e conseguente fattura, scalfisce appena in superficie un genere dalle infinite potenzialità, soprattutto quando al centro del discorso è proprio il processo narrativo, oggetto e soggetto di eterno interesse per il simulacro audiovisivo. La nostalgia per 'Secret Window' per alcuni elementi di similitudine sorge spontanea, ma dal film di Koepp del 2004 con Johnny Depp siamo anni luce: d'altra parte quello era Stephen King." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 13 luglio 2017)

"Piacerà nonostante un cast che proprio scelto ad hoc non pare (chi può prendere per intellettuale Banderas e per un killer l'androgino Jonathan Rhys-Meyers?) Piacerà perché la trama è avvincente e il colpo di scena finale ti fa saltare sulla poltrona come i gialli del buon tempo antico (ricordate Edgar Wallace e Dickson Carr?)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 13 luglio 2017)

"Thriller estivo, senza troppe pretese, nonostante il tentativo di stupire con ben due finali a sorpresa. Banderas è più a suo agio con la gallina che con la macchina per scrivere." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 13 luglio 2017)
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