Big Game - Caccia al presidente

Big Game

FINLANDIA, GERMANIA, GRAN BRETAGNA - 2014
Durante una traversata transoceanica, l'Air Force One diretto a Helsinki subisce una minaccia di attacco e il Presidente degli Stati Uniti d'America è costretto ad abbandonare l'aereo con una capsula di salvataggio, che atterra in una foresta finlandese. Nel frattempo, il 13enne Oskari sta affrontando la sua "prova di maturità" tutto solo proprio in quel bosco. Sarà lui ad aiutare il sopravvissuto Presidente a mettersi in salvo dai terroristi, mentre i funzionari del Pentagono cercano di rintracciarlo attraverso il sistema satellitare...

CAST

CRITICA

"L'autore Jalmari Helander degusta con la fotografia la Lapponia e mescola il racconto per ragazzi all'action movie per finti ragazzi. L'età giusta sono i 13 anni del coprotagonista, adagiarsi al posto per innocuo relax." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 giugno 2015)

"(...) non un capolavoro, ma uno dei film più bizzarri e inaspettati approdati sui nostri schermi in questo scorcio di stagione. (...) Se l'idea su cui si basa il film è molto gustosa, questa strana co-produzione tra Finlandia, Gran Bretagna e Germania non mantiene poi appieno le promesse, lasciandosi - a un certo punto - prendere la mano dalla teoria della cospirazione (che mescola un po' troppe piste) e virando verso lo stile 'blockbuster' all'americana, tra inseguimenti, ghiacciaie volanti, aeroplani inabissati, corpi a corpo ed esplosioni. Però è molto divertente vedere come la star americana Samuel Jackson cede la scena al ragazzino finnico, facendo anche a botte ma senza i risultati del suo predecessore Harrison Ford in 'Air Force One' (...) e mostrandosi, al caso, assai meno coraggioso del suo piccolo, ma impavido campione. (...) mix tra racconto di formazione e actioner di spionaggio da vedere con tutta la famiglia, ma che cerca soprattutto negli adolescenti il suo pubblico naturale. Non è chiaro in ogni momento, del resto, se il film sia così divertente perché realizza le intenzioni del regista - che comunque non si prende mai troppo sul serio - o per l'alto tasso d'ingenuità che contiene. Comunque scene d'azione ed effetti speciali non hanno nulla da invidiare alle grosse produzioni hollywoodiane. E vale la pena di osservare con quale disinvoltura un attore-ragazzino di un Paese ai confini del mondo riesca a tener testa alla star di culto del cinema di Quentin Tarantino." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 25 giugno 2015)
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