Big Fish - Le storie di una vita incredibile

Big Fish

USA - 2003
Edward Bloom, da giovane, spinto dal suo spirito avventuriero, ha intrapreso un viaggio fantastico che lo ha portato dal suo paesino in Alabama verso mondi incredibili. Ora Edward è vecchio e tutti lo conoscono come narratore di storie fantastiche e assurde che però ascoltano con attenzione e meraviglia. Tutti tranne suo figlio William, che si è allontanato dalla famiglia e soprattutto da suo padre. Sandra, la moglie di Edward, ha deciso che è tempo per padre e figlio di riallacciare i rapporti perduti, ma non è facile, anche perché William deve fare i conti con le gesta eroiche del padre così come con le sue grandi debolezze.

CAST

CRITICA

"Dopo il capitombolo del 'Pianeta delle scimmie', Hollywood pare aver capito che Tim Burton non può sfornare film su commissione. Così gli affida un progetto fatto su misura per lui anche se nasce dal romanzo di Daniel Wallace (Tropea editore). Eppure, per quanto piacevole, affascinante, spesso trascinante, alla fine 'Big Fish' scivola nel sentimentale e convince a metà. Come se tornando al suo mondo incantato Burton ai arrendesse allo spettacolo e alle sue formule, stemperando i toni dark in rassicuranti colori pastello. Difficile chiedere di più alla Hollywood di oggi? Forse. Ma dal regista di 'Edward Mani-di-forbice' e 'Nightmare Before Christmas' ci aspettiamo ben altro. Anche perché dal circo Barnum al circo Burton non c'è che un passo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 febbraio 2004)

"Si snoda così sullo schermo, più fluida e accattivante che in un frammentario romanzetto paragonabile ai libri del primo Zavattini, l'incredibile storia di Ed. Vagabondo senza meta, domatore di un gigante e amico di una strega (Helena Bonham Carter), amico di un poeta fallito (Steve Buscemi) che dopo essersi dedicato alle rapine diventa un boss di Wall Street, scopritore di una coppia canterina di gemelle siamesi, membro del circo di Danny De Vito. Il tutto attraversando paesaggi magici, che Burton evoca come in una sequenza di illustrazioni per l' infanzia: i vasti spazi aperti dell' America rurale, le foreste incantate, un paese del sorriso destinato a scomparire e salvato da un generoso intervento del protagonista. Quando l'affabulatore è allo stremo, il figlio lo accompagna in un paradiso di bugie a congedarsi dagli eroi delle sue avventure; e infine lo cala nel fiume, dove il moribondo passa a miglior vita trasformandosi nel 'grande pesce' del titolo. Al funerale intervengono tutti i personaggi della saga di Ed, a somiglianza di ciò che succedeva a Mastroianni in '8 ½'. E 'Big Fish' è certo uno dei pochi film di altra mano che Fellini sarebbe stato lieto di firmare avendo a lungo vagheggiato un progetto sulle 'Favole italiane' di Italo Calvino." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 28 febbraio 2004)

"Poiché gran parte della storia è ambientata in un circo, si poteva temere la 'felliniade'; e invece perfino la sequenza d'epilogo, che cita esplicitamente Fellini, è personale e ispirata. Tim sfiora il capolavoro, che non realizza del tutto a causa di qualche difettuccio. Ma sono peccati veniali e 'Big Fish' resta una piccola meraviglia di film, un affettuoso 'Quarto potere' sotto acido, una soave follia surreale che, una volta vista, non è facile dimenticare." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 febbraio 2004)
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