Biancaneve e i sette ladri

ITALIA - 1949
A Milano le vie sono deserte al richiamo del ferragosto, i buoni ambrosiani hanno lasciato la città in folte schiere. Il rag. Peppino Biancaneve, impiegato di banca, napoletano, sta ancora studiando un discorsetto da tenere al gioielliere comm. Casertoni, per chiedere la mano della di lui figliola. Ma un importuno l'interrompe: si tratta evidentemente d'un iettatore. Peppino infatti apprende poco dopo che gli hanno rubato l'automobile. Poi s'imbatte in un gruppo di persone, che rincorrono un ladro. Peppino ferma il ladro, ma per equivoco, viene arrestato anche lui. Con l'aiuto del mariolo fugge dalla camera di sicurezza ed a casa trova il comm. Casertoni, con la figliola; il ladro di spaccia per medico, e tutti insieme partono per la Brianza. I compagni del ladro, con la di lui amante, Eleonora, li vedono passare e li seguono. Malgrado gli sforzi di Peppino, essi penetrano nella villa del gioielliere. Il ladro s'impadronisce delle chiavi della cassaforte, mentre Eleonora afferma di essere l'amante di Peppino. Le cose s'imbrogliano sempre più: alla fine Peppino riesce a far arrestare tutti i ladri e a fare la sua dichiarazione, che viene accolta benevolmente.

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