Sull'isola di Bergman

Bergman Island

BELGIO, GERMANIA, SVEZIA, FRANCIA - 2021
3/5
Sull'isola di Bergman
Una coppia di cineasti americani si ritirano su un'isola per l'estate per scrivere le sceneggiature dei loro prossimi film, ispirati a Bergman. Mentre l'estate e il loro lavoro danno avanti, i confini tra realtà e la finzione iniziano a sfocare sullo sfondo del selvaggio paesaggio dell'isola...
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: CHARLES GILLIBERT PER CG CINÉMA, IN COPRODUZIONE CON NEUE BIOSKOP FILM, SCOPE PICTURES, PLATTFORM PRODUKTION, PIANO, ARTE FRANCE CINÉMA
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 7 Dicembre 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Ah, l’isola di Fårö. Luogo-rifugio di uno tra i più grandi cineasti del XX secolo, Ingmar Bergman, che lì girò anche sei dei suoi innumerevoli film (su tutti, Persona) e che oggi ospita la Fondazione che porta il suo nome oltre ad altri innumerevoli cimeli, vedi il letto di Scene da un matrimonio (“film dopo il quale milioni di persone divorziarono”), motivo di interesse per turisti appassionati che organizzano veri e propri tour.

La regista francese Mia Hansen-Løve – per la prima volta in concorso a Cannes – porta lì i due protagonisti del suo nuovo film (acquistato per l’Italia da Teodora), Chris (Vicky Krieps, Il filo nascosto) e il marito Tony (Tim Roth), decisi ad immergersi nella tranquillità dell’isola e nelle suggestioni derivanti dalle influenze bergmaniane per scrivere – separatamente – i loro prossimi film.

Pragmatico e risolutivo lui, più insicura lei, si ritrovano immersi in un luogo dove lo stesso Bergman sentiva ancora aleggiare la presenza della moglie Ingrid Karlebo von Rosen (morta nel ’95). E dove Chris inizia la prima stesura di una storia d’amore per la quale, però, non riesce a trovare un finale.

Sullo schermo prendono così vita i due protagonisti di questo film nel film, Amy (Mia Wasikowska) e Joseph (Anders Danielsen Lie, presente in gara a Cannes anche con il lavoro di Joachim Trier, The Worst Person in the World), innamorati un tempo, ritrovatisi poi ma nuovamente separati, anche loro sull’isola di Fårö perché invitati allo stesso matrimonio.

Bergman Island

Lo stratagemma di Mia Hansen-Løve non è certo così originale, ma le va riconosciuta l’abilità di non utilizzarlo con particolare furbizia, o supponenza: con sofisticata leggerezza accenna tanto a Bergman (“i nove figli avuti da cinque donne diverse”, “la crudeltà dei suoi film”, la discussione sulla possibilità di scindere l’uomo dall’artista, molto attuale ai giorni nostri) quanto alle impasse delle varie fasi delle relazioni amorose.

Per farlo, appunto, utilizza la suggestione di una metanarrazione che non scivola nel mero esercizio di stile, di fatto ricostruendo un dialogo tra Tony e Chris proprio grazie allo svelamento di quest’ultima in merito al soggetto che sta scrivendo. E che rimarrà sospeso.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI: SOPHIE MAS, LOURENCO SANT'ANNA, CARMEM MAIA, GUSTAVO ROSA DE MOURA.

- IN CONCORSO AL 74. FESTIVAL DI CANNES (2021).

- FUORI CONCORSO AL 39. TORINO FILM FESTIVAL NELLA SEZIONE 'SURPRISE'.

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON: RT FEATURES, DAUPHIN FILMS, TALIPOT STUDIO, SCOPE INVEST; CON LA APRTECIPAZIONE DI: ARTE FRANCE, EURIMAGES, MITTELDEUTSCHE MEDIENFÖRDERUNG, WALLIMAGE (LA WALLONIE), GOTLANDS FILMFOND, FILM CAPITAL STOCKHOLM, THE SWEDISH FILM INSTITUTE, SVERIGES TELEVISION AB.
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