Benvenuti in casa Gori

ITALIA - 1990
In un paese della Toscana, quello del Natale sembra anche in casa Gori un rito a cui tutti tengono per ritrovarsi a pranzo e una occasione per riunire tutta la famiglia in una bella tavolata. Sono presenti Gino Gori atticciato, sanguigno e pronto a collere rapide, sua moglie Adele e Danilo un figlio un po' sballato ed incline allo spinello. Nella casa vive il novantenne Annibale, padre di Adele, ex combattente della Guerra 1915-18. Per il Natale arrivano poi Bruna, l'altra figlia di Annibale con il marito Libero Salvini, Lapo Frittelli, un bigotto che fa il parrucchiere, con moglie Serena e figlia, nonché la giovanissima Cinzia, fidanzata di Danilo. Vicino all'albero, ogni anno preparato con rabbiose cure da Gino, e davanti a piatti squisiti, preparati dalla paziente Adele, tutto dovrebbe svolgersi per il meglio. Invece, poco a poco emergono sopiti rancori, rampogne parentali, questioncine di interesse, reciproche accuse, pecche personali, segreti, infatti la giovane Cinzia rivelerà di essere rimasta incinta dal fidanzato Danilo, desideri repressi e manie. Poi anche il Natale del 1986 passa mentre Annibale muore, farfugliando ricordi della sua infanzia e di quella Guerra, mentre nella notte gli sono vicine abbracciate le sue figlie.
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: omonima commedia di Ugo Chiti, Alessandro Benvenuti
  • Produzione: GIANFRANCO PICCIOLI, GIORGIO LEOPARDI E FRANCESCO NUTI PER UNION P.N., IN COLLABORAZIONE CON ARTISTI ASSOCIATI
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI INTERNATIONAL

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1992 A ILARIA OCCHINI COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"C'è aria di chiuso, di stantio, di muffa in questa commedia che non s'azzarda in agganci con la realtà italiana di oggi, se non quelli, cosi' facili e scontati nei modi, col tifo calcistico e con la droga." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 16 novembre 1990).

"Servendosi di vignette (alcune perfide altre bonarie, altre ancora di sapore neutro) Benvenuti descrive con un tono che si fa via via inquietante una storia di Natale che riserva risate ma, ahimè anche crudeltà." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 13 novembre 1990).

"C'è del buono in 'Benvenuti in casa Gori'. Il film con pochi tagli e ricuciture potrebbe diventare ottimo. Il regista fa qualche confusione all'inizio, vuol darci di ognuna delle numerose figurine che entreranno in scena un minimo di informazioni; e, più che chiarire, ingarbuglia. Meglio sarebbe se, sfoltito l'inizio, si buttasse subito sul pranzo di Natale che è l'argomento del film." (Francesco Bolzoni, 'La Rivista del Cinematografo')
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