Benvenuti al Nord

ITALIA - 2011
Le vicende del 'nordista' Alberto e del 'sudista' Mattia, con le rispettive famiglie, sono destinate a incrociarsi ancora, ma con nuovi presupporti. Silvia, la moglie di Alberto, ormai detesta Milano: polveri sottili, ozono troposferico e il marito interamente assorbito dal lavoro, anzi, dal famigerato progetto e.r.p.e.s. (acronimo: efficienza, rapidità, puntualità, energia, sorriso) delle Poste. Nel frattempo lo scansafatiche Mattia e la moglie Maria vivono a casa della madre, con il figlioletto Edinson. Ma poi, l'arrivo a Milano di Mattia - con annesso giubbotto fendinebbia - travolgerà ancora una volta la vita di Alberto.

CAST

NOTE

- SEQUEL DEL FILM "BENVENUTI AL SUD" (2010) DIRETTO DALLO STESSO LUCA MINIERO.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2012 PER: MIGLIORE MUSICA E CANZONE ORIGINALE.

CRITICA

"La fiaba «simpaticamente» razzista di quell'allegra guerra civile basata sui preconcetti di pigri, sorridenti sudisti della mozzarella contro gli efficienti nordisti dell'happy hour e del sushi continua col film gemello di Luca Miniero 'Benvenuti al Nord', che ha incassato quasi 1 milione e mezzo di euro nella prima giornata di programmazione e ha un' appendice letteraria ('Napoli Milano', Rizzoli). Nella realtà è una guerra ideologica vera che miete vittime e ingiustizie, ampolle e diti medi, ma il film non tocca i fili se no muore, s'affloscia, s'invelenisce. Vive, con abili spot di tolleranza, di una sua simpatia prevedibile in cui gli uni e gli altri ritrovano rispettati i propri pregiudizi. (...) Stereotipi sull'attenti, pronti ad intervenire dalla sceneggiatura nell'azione, con momenti surreali divertenti di famiglia (la scena del pesce rosso), qualche ritmata confusione e castelli di equivoci quasi fantozziani che finiscono col mostrarci il Claudio Bisio, comicamente accattivante, in perizoma di leopardo, un maniaco alla Zelig, per riconquistare la incattivita e bravissima Angela Finocchiaro che vuole i suoi weekend da casello a casello e si raddoppia anche come suocera. I due complici sono da commedia dell'arte, vittime di una cultura dello scherzo social geografico che li ha resi divi." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 20 gennaio 2012)

"La sceneggiatura va un po' di qua e un po' di là, ma della commedia è simpatica la filosofia nazional-popolare e funziona l'affiatato lavoro di squadra: Bisio e Finocchiaro sono una coppia dagli ottimi tempi comici, Siani lavora bene di contropiede, il cammeo di Paolo Rossi fa rimpiangere che non ce ne sia di più." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 20 gennaio 2012)

"II Principe De Curtis, parafrasando se stesso, avrebbe chiosato, stravolgendo un po' la famosa frase sui signori: «Totò si nasce e io lo nacqui, modestamente». Questo per spiegare che se vuol parodiare il grande artista napoletano non scappi dall'alternativa: o hai la sua straordinaria comicità, o è meglio che lasci perdere e cambi registro. Non succede in 'Benvenuti al Nord', attesissimo sequel del campione di incassi 'Benvenuti al Sud', che fa sbarcare a Milano la mamma, i colleghi e la moglie di Siani, già trapiantato nel capoluogo meneghino, facendo il verso all'indimenticabile arrivo alla Stazione Centrale di Totò e Peppino. Sono passati un po' di anni da quel famoso 'sbarco' e i luoghi comuni non sono più gli stessi. Per questo, appare tutto un po' troppo forzato ed anacronistico, esattamente come quella Milano che accoglie il postino Siani (troppo Troisizzato) costretto, a causa di un malinteso con i colleghi, a dover lavorare al Nord accanto ad un Bisio tartassato dal supermanager Paolo Rossi in versione Marchionne. (...) Non che certe scene non facciano ridere. E evidente che un film del genere, così parodiato, strappi numerose risate, soprattutto da parte di quei giovani spettatori che non hanno mai visto l'inarrivabile 'Totò, Peppino e la Malafemmena'. Però, potevi girare lo stesso film a Bologna o Firenze e tutto sommato sostituire poche scene (al Centro, il Sushi non si mangia?); il risultato non sarebbe cambiato. La pecca è questa anche se gli incassi, fin dal primo giorno, sono clamorosi." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 20 gennaio 2012)

"Non poteva mantenere la stessa freschezza del precedente 'Benvenuti al Sud' (che già scontava il fatto di essere il rifacimento italiano dell'inarrivabile originale francese 'Bienvenue chez les Ch'tis', uscito da noi con il titolo di 'Giù al Nord'), ma 'Benvenuti al Nord' - seguito del primo, fortunatissimo film, ancora diretto da Luca Miniero - è una commedia piuttosto divertente e a tratti persino esilarante. (...) Simpatici i duetti tra i fratelli Costabile Piccolo e Costabile Grande (Nando Paone e Giacomo Rizzo), che hanno il sapore di certe macchiette del teatro e della televisione di una volta, e anche il personaggio di Paolo Rossi nell'inedita veste di un feroce megadirettore con il pulloverino alla Marchionne. Poi, certo, il film è un po' quello che è, dovendo star dietro al primo cerca di ribaltare in salsa nordica quello che aveva funzionato in salsa sudista, ma non sempre ci riesce (la cena a base di sushi, il rito dell'aperitivo): con la nevicata finale a suggellare la magica bellezza del paesaggio montano. Morale della favola: gli stereotipi servono per essere superati e li si supera se si impara a conoscersi, senza pregiudizi e preconcetti." (Andrea Frambrosi, 'L'Eco di Bergamo', 20 gennaio 2012)
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