Benur - Un gladiatore in affitto

ITALIA - 2012
3/5
Benur - Un gladiatore in affitto
Milan, immigrato clandestino bielorusso, per guadagnarsi da vivere si fa fotografare vestito da antico romano dai turisti e, per sbaragliare la concorrenza, grazie al suo passato da ingegnere si è addirittura costruito una biga come quella del kolossal "Ben Hur". In realtà, Milan lavora per Sergio, ex stuntman del cinema, invalidato, che per sbarcare il lunario si arrangia con lavori fantasiosi, così come sua sorella Maria, che lavora per una hot line erotica.
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: liberamente tratto dalla commedia teatrale "Ben Hur" di Giovanni Clementi
  • Produzione: FLAVIA PARNASI PER COMBO FILM IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: MOVIMENTO FILM (2013)
  • Data uscita 1 Maggio 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Un centurione bielorusso (Paolo Triestino). Un immigrato clandestino che fa “foto centurione” con i turisti all'ombra del Colosseo e che sostituisce il rassegnato e stanco centurione romano Sergio (Nicola Pistoia), ex stuntman di cinema, in cambio di un po' di soldi e di una brandina nella sua casa a Tor Sapienza. Sotto lo stesso tetto della periferia romana anche la sorella di Sergio (Elisabetta De Vito) che per sbarcare il lunario lavora per una chat telefonica erotica.
“'A famme fa ascì 'o lup afore ra' tana”(La fame fa uscire il lupo fuori dalla tana): dice un proverbio napoletano ed è proprio la fame, la voglia di fare e l'arte di arrangiarsi dell'extracomunitario, ingegnere nel suo paese natio, che lo porterà a costruire una biga come quella del kolossal Ben Hur (1959) e che lo farà diventare l'idolo dei turisti.
E' la storia del film Benur - Un gladiatore in affitto di Massimo Andrei (pluripremiato regista di Mater Natura), adattamento cinematografico del fortunato spettacolo teatrale Ben Hur di Gianni Clementi (scenneggiatore del film), interpretata dagli stessi protagonisti della piéce.
Tre storie di disperata comicità che si svolgono tra la Roma antica e i palazzoni di cemento della periferia romana e che il regista racconta con sguardo ironico e commosso, con riso amaro e atmosfere alla Totò in Miseria e Nobiltà. Immagini che fanno emergere una continua contraddizione tra la Roma attuale, della gente comune, della miseria, della crisi, dello sfruttamento, degli immigrati, e la Roma antica, quella di Nerone, Poppea e Messalina, quella dei fasti imperiali. Così lungo un Circo Massimo vuoto e desolato un centurione bielorusso, senza permesso di soggiorno, con in mano solo un passaporto con scritto il suo nome Milan, corre scappando dalla polizia sopra una biga trainata da un cavallo. Un'ombra che cerca di integrarsi all'ombra di un Colosseo ben poco accogliente. Un Milan che cerca disperatamente il tifo dei romanisti giallorossi. Ma la speranza è l'ultima a morire, e anche a Roma si grida: forza Milan!

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DEL MIBAC-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA, CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO, IN ASSOCIAZIONE CON BNL GRUPPO BNP PARIBAS.

- PRESENTATO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE 'PROSPETTIVE ITALIA'.

CRITICA

"Tutte le caratteristiche che avevano fatto apprezzare 'Mater Natura' vincitore della Settimana della critica 2005 le possiede anche 'Benur', il secondo film di Massimo Andrei. Possiede anche questo il suo inconfondibile ritmo pop, ironia e tenerezza nei confronti dei personaggi, la chiave musicale (qui di Nicola Piovani con una composizione di Tony Canto) che si fa protagonista e diventa portante in alcuni momenti della trama dove non ci sono parole che tengano, il melodramma in chiave contemporanea. E sempre localizzato attorno a un tavolo da pranzo, come un tempo nelle commedie di Eduardo: in 'Mater Natura' a tavola avveniva il delicato confronto di Desiderio con i genitori, qui nel cupo soggiorno di periferia dove vivono i fratelli Sergio e Maria (Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito). Non più di ambientazione napoletana ma prettamente romana, tra Tor Sapienza e l'Esquilino, un po' frenato forse dalla sua provenienza teatrale ('Ben Hur: una storia di ordinaria periferia' di Gianni Clementi) che costringe i dialoghi a essere in scena anche dove in un film sarebbero pleonastici, elemento però trascinante dal lavoro sperimentato dei tre protagonisti. Del resto l'uso dell'enfasi fa parte dello stile del regista che proviene dalla scena napoletana fatta di eccellenze teatrali e musicali. (...) Il film prende vita attorno al Colosseo, al baretto dell'Esquilino, tra una schiera di personaggi che fanno riemergere un certo cinema degli anni cinquanta e sembrerebbe di veder spuntare i romoletti guasconi, Vittorio Congia, Toni Ucci, i soldatini in licenza, anche se nel profondo vibra il tema di una cruda realtà di povertà senza scampo e immigrazione, commedia dal cuore disperato." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 1 maggio 2013)

"Se dovessimo fermarci al titolo, 'Benur - Un gladiatore in affitto', al poster che inquadra due gladiatori d'oggi abbracciarsi all'ombra del Colosseo, e il trailer in cui s'inanella una serie di sventure di tre poveri alla ricerca di riscatto, si potrebbe dire che l'opera seconda di Giorgio Amidei (esordiente con 'Mater Natura'), sia una commedia semi-demenziale che lucra sulla romanità per una comicità nostrana. Carico di questi pregiudizi, il potenziale pubblico potrebbe rimanere disorientato nel vedere il film, perché questo prende le debite e giuste distanze dalla più becera e cafona commedia romana per trasformarsi in un dipinto a tratti fosco delle miseria di oggi giorno, tra italiani del popolo piegati dalla crisi economica e stranieri virtuosi in cerca di un riscatto. (...) Scene ordinarie di miseria e povertà, sempre colte - visto che di romanità si parla - con sguardo ironico e cinico. (...) Il film si poggia grandemente sul lavoro dei tre attori protagonisti, Nicola Pistoia, Paolo Triestino (che fa Milan, il più credibile dei bielorussi a Roma) e Elisabetta De Vito, che hanno perfettamente oliato la loro modalità attoriale grazie al lavoro teatrale da cui parte il film, scritto da Gianni Clemente che firma anche la sceneggiatura. Uno spettacolo che ha avuto grande successo che vede ora un adattamento cinematografico all'altezza." (Dario Zonta, 'L'Unità', 1 maggio 2013)

"Paolo Triestino e Nicola Pistoia, grande coppia teatrale in grado di passare da Murray Schisgal a Edoardo Erba, non hanno mai avuto una chance al cinema. Eccola: in 'Benur', tratto dalla pièce di Gianni Clementi (...). Lo spunto meritava ben più potenza, e ambizione, cinematografica (alla regia un fin troppo timido Andrei, più coraggioso ai tempi di 'Mater Natura'), mentre la coppia scoppia: Pistoia urla sempre risultando fuori giri; Triestino più calibrato azzecca la parlata. Un romano che fa il romano è meno credibile di un romano che fa il bielorusso. Non male, ma si poteva fare di più." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 maggio 2013)

"Spiacerà a chi ingroppirà tutto il tempo al pensiero che divertimento sarebbe stata questa commedia romana e romanista se l'avessero data mezzo secolo fa a un Sordi o un Gassman. Bei tempi. Ora il convento può passare solo qualche onesto caratterista (Pistoia, Triestino)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 maggio 2013)

"Sorprendente commedia nella Roma dei poveri diavoli, che mescola con straordinaria efficacia malinconia e umorismo, facendosi perdonare il linguaggio colorito. (...) Gran merito della riuscita va diviso fra i due eccellenti protagonisti, teatranti di talento e divi per un giorno." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 maggio 2013)

"Tratta dallo spettacolo teatrale 'Ben Hur', l'opera seconda di Andrei diverte di onesta e apparente semplicità, specchio di una miseria (e nobiltà...) sempre più attuale." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 25 aprile 2013)
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