Ben X

OLANDA, BELGIO - 2007
3/5
Ben X
Ben non è come gli altri suoi coetanei e vive in un mondo tutto suo, fatto di computer e giochi in rete. In realtà, Ben usa il mondo virtuale per sfuggire alla sua esistenza piuttosto travagliata, soprattutto a causa delle continue vessazioni da parte di alcuni compagni di scuola. Finché, stanco di subire angherie, Ben decide di mettere in pratica l'addestramento esercitato sul web con il suo gioco preferito, "Archlord", e studia un piano per sbarazzarsi dei suoi aguzzini. Poi, un giorno, incontra Scarlite, una ragazza conosciuta in chat...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: MMG, BOS.BROS
  • Distribuzione: ONE MOVIE
  • Data uscita 4 Dicembre 2009

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Tratto dal romanzo Nothing was all he said scritto dallo stesso regista Nic Balthazar, successivamente adattato per il teatro e per il cinema, Ben X è la storia di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger e vittima di bullismo: un film a basso budget, premiato dalla giuria ecumenica al Montréal World Film Festival e interpretato con grande talento da Greg Timmermans, al suo debutto sullo schermo.
Incapace di avere un’interazione normale, segnato da comportamenti ritualizzati, Ben lotta ogni giorno come l’avatar (Ben X) del suo videogioco preferito (Archlord) per sentirsi normale tentando di sopravvivere e decodificare il mondo reale.
Il film gioca su tre registri narrativi diversi in un mix tra mondo reale e mondo virtuale-cyberspazio. La visione soggettiva di Ben è il mondo dei videogiochi attraverso il quale leggiamo le sue emozioni. Le inquadrature da macrofotografia ci rendono palpabili le sue difficoltà a cogliere la realtà come un insieme: “Vede tutte le foglie, ma non l’albero”, dice uno psicologo alla madre per cercare di spiegare le difficoltà del figlio.
La visione oggettiva della macchina da presa non nega alcun particolare delle aggressioni subite da Ben e infine il commento affidato alle varie interviste (la madre, il padre, gli insegnanti) tenta di spiegare il comportamento di Ben e la difficoltà ad aiutarlo.
Il risultato è un’opera originale, che, ricordando vagamente Donnie Darko, forse perde un po’ nel finale, con un escamotage troppo forzato, ma ha il merito di riuscire a sensibilizzare il grande pubblico sull’autismo, la solitudine e l’isolamento sociale, mantenendo alta la tensione. Come dice la ragazza di cui è innamorato (conosciuta nel mondo virtuale), Scarlet: “Devi imparare a sentire per sentirti bene”.

NOTE

- IN CONCORSO AL 58MO FESTIVAL DI BERLINO (2008) NELLA SEZIONE 'GENERATION 14 PLUS'.

- PRESENTATO ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009) NELLA SEZIONE 'LA FABBRICA DEI PROGETTI'.

CRITICA

"Grande successo nei Paesi Bassi dove è stato prodotto, 'Ben X' giunge da noi con due anni di ritardo, che però non invecchiano un film attuale tutto giocato su tre diversi piani narrativi del protagonista, un adolescente autistico."(Pedro Armocida, 'Il Giornale', 04 dicembre 2009)

"'Ben X' non è 'Donnie Darko'. Però gli somiglia un po'. (...) Romanziere e poi regista (vengono fuori cose bizzarre ma affascinanti come Sepúlveda, Robbe-Grillet, King, Houellebecq, Baricco, Duras e Montiel dimostrano) Balthazar spinge su adolescenza frustrata, virtuosismo (quasi tutto il film è dal punto di vista di Ben) e ossessione del virtuale, che è croce e delizia dei nostri tempi. Trionfo al Festival di Montreal nel 2007 per un esordio di grande personalità. Distributivamente parlando, meglio tardi che mai. La risposta europea a 'Donnie Darko' ha anche un protagonista che ricorda il giovane Bruno Ganz. Per cui vale proprio la pena di andarlo a vedere." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 dicembre 2009)
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