Bellissima

ITALIA - 1951
Maddalena Cecconi, moglie d'un capomastro, ha un'unica figlia, Maria, una bimba di otto anni, che adora. Maria agli occhi di Maddalena, che vorrebbe per lei uno splendido avvenire, è una bambina bellissima. Così, quando la Stella Film bandisce un concorso riservato alle bambine romane per ottenere un ruolo in un film di Blasetti, Maddalena decide di far partecipare Maria alle audizioni e sacrifica tempo e denaro per prepararla, nonostante le obiezioni del marito. Il giorno del provino, a Cinecittà, mentre cerca affannosamente Maria che si è smarrita nel labirinto delle costruzioni e degli uffici, Maddalena s'imbatte in Annovazzi, un aiutante del regista che in cambio del suo aiuto, riesce a cavarle le ultime cinquantamila lire. Finalmente arriva il momento del provino, ma quando nella sala viene proiettata l'immagine della piccola Maria, il regista e gli aiutanti, nel vederla così imbarazzata e goffa, scoppiano in una risata. Maddalena che vede tutto dalla cabina dell'operatore, esplode e, dopo aver fatto una violenta scenata, si porta via la bambina. Invano il regista, che ha scoperto nella bimba doti espressive non comuni, le sottopone un vantaggioso contratto. Le illusioni sono ormai naufragate e la felicità familiare riconquistata.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1951-52 AD ANNA MAGNANI COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"E' un lavoro pregevole e convincente, malgrado qualche esuberanza." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 31, 1952)

"Dopo il mirabile incontro con la 'diva' Calamai (...) Visconti scopre in 'Bellissima' una Magnani inedita, che oltrepassa, e di non poco, quella rosselliniana di 'Roma, Città aperta' egli la spoglia dei suoi 'vizi' del suo preoccupante gigionismo (...). Bellissima è il film su un personaggio proprio perchè è storia di una crisi non delle consuete, crisi più o meno da casi clinici; e appunto perchè storia di una crisi, e di una crisi risolta, è anche film di ambiente (...)". (Guido Aristarco, "Cinema", 78, 15 gennaio 1952).
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