Bee Movie

USA 2007
L'ape Barry B. Benson non vuole rassegnarsi al suo triste destino: lavorare in un alveare per tutta la vita. Riesce quindi ad unirsi alla squadra dei raccoglitori di polline e si avventura all'aria aperta. Ben presto, però, scopre che la vita fuori dell'alveare e il contatto con l'uomo possono essere molto pericolosi. Quando, poi, viene a conoscenza dello sfruttamento delle api per la produzione del miele Barry decide di rivendicare i diritti delle api e con l'aiuto di Vanessa, una fioraia di New York che gli ha salvato la vita, porta avanti e vince una battaglia legale che toglie agli esseri umani ogni diritto ad usare il miele. I serbatoi degli alveari vengono così riempiti di tonnellate del prezioso nettare e i laboriosi insetti possono finalmente godersi un meritato riposo. Tuttavia, la vittoria di Barry scatena una reazione nell'ecosistema così disastrosa che le api decidono di riprendere l'importante incarico che Madre Natura ha loro assegnato.
SCHEDA FILM

Regia: Steve Hickner, Simon J. Smith

Soggetto: Jerry Seinfeld

Sceneggiatura: Jerry Seinfeld, Spike Feresten, Barry Marder, Andy Robinson

Musiche: Rupert Gregson-Williams

Montaggio: Nick Fletcher

Scenografia: Alex McDowell

Costumi: Jane Poole

Effetti: Doug Cooper, Sully Jacome-Wilkes, Igor Lodeiro

Durata: 90

Colore: C

Genere: ANIMAZIONE

Produzione: DREAMWORKS ANIMATION

Distribuzione: UNIVERSAL

Data uscita: 2007-12-21

TRAILER
NOTE
- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JERRY SEINFELD (BARRY B. BENSON), RENÉE ZELLWEGER (VANESSA), MATTHEW BRODERICK (ADAM), JOHN GOODMAN (LAYTON T. MONTGOMERY), CHRIS ROCK (MOOSEBLOOD, LA ZANZARA), KATHY BATES (MAMMA BENSON), BARRY LEVINSON (PAPA' BENSON), LARRY KING (APE LARRY KING), OPRAH WINFREY (GIUDICE BUMBLETON), RAY LIOTTA (SE STESSO), STING (SE STESSO).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE.
CRITICA
"Ideato e sceneggiato da Jerry Seinfeld, cabarettista molto popolare in America per una serie TV di successo che è intitolata al suo nome, il film è pieno di battute raffinate, forse persino troppo per un pubblico di bambini. Ma ci sono anche tante deliziose gag: Barry appiattito sul vetro di un auto a rischio tergicristallo o incollato a una pallina da tennis e rischio colpo di racchetta, le reazioni nevrasteniche di noi umani terrorizzati all'idea di quel pungiglione e ignari del fatto che pungendoci le povere api muoiono. Ed è divertente la presenza di ospiti di eccezione (sempre in versione disegnata) come Sting, Ray Liotta e addirittura Winnie Pooh, stigmatizzati come nemici delle api dall'intrepido Barry prima che si pervenga a un finale conciliatore dove il gioco della parti viene ristabilito in quanto utile e necessario. Personalmente a incantarci di 'Bee Movie' è la grazia e la bellezza di una grafica che non cerca mai di essere realistica: presso Spielberg, gran patron della Dreamworks, gli effetti speciali sono di un livello tecnologico sofisticatissimo, ma il modello restano i cari vecchi cartoni del tempo che fu." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 21 dicembre 2007)

"Messaggio ecologista unito ad un anelito di giustizia sociale. Ma il film di Hickner e Smith vede come autore e protagonista Jerry Seinfeld (che ha piazzato i bimbi della sua famiglia come humor consultant, furbetto), cabarettista censore di costumi e qualunquista famoso in Usa per una sit-com in cui ha interpretato se stesso fino al 1997. Doppia garanzia: battute esilarante sferzanti e messaggio conservatore. Infatti il trionfo di Barry Benson, l'ape ribelle, tale non è. Se le api hanno il miele non lavorano, come farebbe l'operaio che si riappropriasse tutto insieme del plusvalore. Il mondo appassisce. Letteralmente. La felicità è nella classe (e nell'ape) operaia che torna all'inferno, al lavoro alienante. E' la natura. La Dreamworks risponde all'anarchico-liberal 'Ratatouille' della Pixar con un pericoloso cartone animato ben scritto e disegnato. E tutti gridano al capolavoro. Subdoli neo-con fordisti o autolesionisti convinti che essere precario e/o operaio sia fico. Pardon, fuco." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 21 dicembre 2007)

"Per un Seinfeld cinematografico ci aspettavamo di più una commedia cittadina indipendente, non un cartoon parossistico. E qui risiede il problema. Seinfeld non è andato verso l'animazione. Ha portato l'animazione verso di lui. (...) L'antropomorfizzazione del mondo animale perfezionata negli ultimi anni dalla Pixar con capolavori come 'A Bug's Life' e 'Alla ricerca di Nemo' si sposa con citazioni di riviste e talk show televisivi. Comicità più verbale che visiva. Un bambino di cinque anni capirà la battuta su di avvocati parassiti o i continui riferimenti a Vogue come terribile arma brandita contro le api? Tra noi e loro non c'è differenza. Le api vengono ammesse in tribunale come niente fosse e la floricoltrice, quasi quasi, perde la testa per Barry. Se la Pixar è sempre stata geniale nel creare delle storie che vedevano noi come alieni e loro come umani (quanta paura metteva l'indimenticabile arrivo horror del sub in Nemo?), per il comico yankee tra noi e loro è una faccia, una razza e qualche nevrosi in comune. Troppo riduttivo, troppo facile, troppo Seinfeld." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 dicembre 2007)

"Ne è uscito un cartoon dall'umorismo insolitamente 'adulto', pur senza togliere nulla (vedi la scena della partita di tennis con Barry attaccato alla palla) al divertimento dei bambini. Un po' meno buone le notizie sul fronte dell'animazione: a paragone della Pixar, lo studio di Steven Spielberg la DreamWorks, dispone di una direzione artistica quasi artigianale. Molto meglio così, comunque, di certi cartoon sofisticatissimi e noiosi visti di recente." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 dicembre 2007)

"La straordinaria rappresentazione della società delle api e le soluzioni inventive fanno di 'Bee Movie' un entusiasmante dono natalizio, che non impedisce di osservare come il nuovo volga sempre lo sguardo al passato: Barry B. Benson, ricorda tanto il Topolino disneyano: sarà solo un caso?." (Adriano De Carlo, 'Il giornale', 21 dicembre 2007)