Barzakh

FINLANDIA, LITUANIA - 2011
Barzakh
In una città cecena in ripresa a seguito della guerra, un uomo scompare. Mentre la vita quotidiana va avanti, i suoi parenti non si arrendono di fronte alle comunicazioni ufficiali delle autorità e decidono di perseverare nella ricerca. Vengono così trascinati in un mondo dove gli incontri con indovini e consulenti legali, con i torturatori e torturati, con le prigioni segrete e i laghi del mito sono ordinari. Quando chi scompare fa ritorno nei sogni, si dice che proviene da Barzakh, una terra tra la vita e la morte.
  • Durata: 59'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP (16:9)
  • Produzione: AKI KAURISMÄKI E MANTAS KVEDARAVICIUS PER SPUTNIK OY, EXTIMACY FILMS

RECENSIONE

di La redazione

La Cecenia è uno stato della confederazione russa che vive solo grazie al petrolio che si estrae dalle sue terre. Per il resto, la situazione economica e politica è disastrosa: quasi l’ 80% della popolazione non lavora e a nessuno importa delle persone che calpestano il suolo che sta sopra il prezioso oro nero. Tanto meno alla tirannica dittatura che sta al potere, che alla prima avvisaglia di pensiero rivoluzionario di chi vuole il paese indipendente, rapisce, tortura e spesso uccide.
Tutta questa realtà è stata raccolta e documentata in uno splendido affresco di poco meno di un’ora diretto dal lituano Mantas Kvedaravicius. “Barzakh” è una parola che sta ad indicare il limbo, un luogo che sta tra la vita e la morte, sospeso e avvolto da una nebbia di inquietante dubbio. È il dubbio che rode l’anima dei familiari e degli amici delle persone rapite, che non sanno i motivi della scomparsa dei loro cari e, cosa peggiore, non sanno se sono ancora vivi. Accanto alle moschee ci sono camere di tortura e più delle preghiere del Muezzin si ascoltano gli oracoli delle chiaroveggenti. Il documentario, girato nell’arco di tre anni, racconta la storia di alcune di queste persone: ci mostra com’è la loro vita, come passano le giornate, cosa scrivono nelle lettere spedite invano al governo per chiedere notizie dei figli e dei mariti scomparsi. Ci fa sentire le voci di chi è stato rapito ed è sopravvissuto alle torture.
Presentato nella sezione “Panorama” della 61° edizione della Berlinale, Barzakh si inserisce alla perfezione con il resto delle proposte, tutte miranti alla descrizione di realtà esistite e tutt’ora in corso in zone del mondo di cui ci si ricorda poco, in cui i diritti fondamentali dell’uomo sono un sogno (pur)troppo lontano.

NOTE

- MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA ECUMENICA AL 61. FESTIVAL DI BERLINO (2011) NELLA SEZIONE 'PANORAMA DOKUMENTE'.
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