Barnyard - Il cortile

Barnyard

USA, GERMANIA - 2006
Barnyard - Il cortile
Quando il fattore non c'è o si ritira in casa, gli animali della fattoria si divertono a ballare, cantare e fare scherzi ai malcapitati esseri umani che si trovano nei paraggi. Il più vivace di tutti è il vitello Otis, spensierato, festaiolo e completamente disinteressato agli insegnamenti ricevuti dal padre Ben - patriarca della fattoria e garante della sicurezza - e dal vecchio e saggio mulo Miles. Tuttavia, quando l'anziano Ben non è più in grado di tenere sotto controllo e, soprattutto, di proteggere gli animali della fattoria dall'attacco dei coyote, Otis, messo di fronte alle proprie responsabilità, troverà in sé il coraggio e la determinazione che nessuno avrebbe mai creduto potesse avere, lui per primo.
  • Altri titoli:
    Barnyard: The Original Party Animals
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: PARAMOUNT PICTURES, NICKELODEON MOVIES, O ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: UIP
  • Data uscita 23 Febbraio 2007

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: KEVIN JAMES (OTIS), COURTENEY COX (DAISY), SAM ELLIOTT (BEN), DANNY GLOVER (MILES), WANDA SYKES (BESSY), ANDIE MACDOWELL (ETTA), DAVID KOECHNER (DAG).

CRITICA

"Tipo buffo Steve Oedekerk. Fissato con gli animali, specialmente le mucche. Contribuisce a costruire il mito di Jim Carrey detective degli animali con 'Ace Ventura: Missione Africa' (1995), poi si diverte a fare kung fu in prima persona con una vacca in 'Kung Pow' e infine realizza il cartone animato al computer 'Barnyard - Il cortile' in cui un gruppo di animali scavezzacollo di una fattoria si diverte a fare party scatenati cercando in tutti i modi di non farsi scoprire dagli esseri umani. (...) 'Barnyard', pur non raggiungendo la perfezione tecnica della Pixar, è pieno di gag scatenate a base di personaggi eccentrici (il saggio mulo Miles e il cane gradasso Duke tra i migliori) e ritmo da commedia demenziale. Oedekerk aveva già scritto la sceneggiatura del pregevole cartoon Jimmy Neutron. Ora è passato addirittura alla regia d'animazione. Un tipo buffo. Ma in gamba ed eclettico." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 febbraio 2007)

"La solita fattoria degli animali: l' incauto contadino non si rende conto che le bestie organizzano feste, party e happy hours, zampettando, saltando e cantando ovunque in saloon col cowboy elettrico e complessini animal rock, a parodia degli stolti umani. (...) Naturalmente si tratta di un cartone in 3D tecnologicamente avanzato (è la formula), con dei momenti malinconici da Spoon River e tramonti di fuoco. Divertente a tratti in stile Woody Allen (il cane nevrotico raccoglipalle) o quando gli animali si riuniscono in assemblea di post orwelliana memoria. Stravagante satira con classici quesiti, il manzo si chiede: Essere o non essere leader? Ma la domanda è sepolta da avventure da libro d' infanzia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 febbraio 2007)

"Il cortile è spesso utilizzato come metafora dai tempi della 'Fattoria degli animali' (1945), il classico libro in cui George Orwell adombrò un tremendo giudizio sulla rivoluzione sovietica raccontando come in una fattoria ribellatasi agli uomini il potere viene preso dai maiali; ma nel film attuale è in gioco, invece, il rapporto tra padre e figlio che dall'incomprensione passa a una saggia trasmissione del potere. All'esordio nell'animazione Steve Oederkerk si rifà senza vergogna al modello di 'Il re Leone', caratterizzando i suoi personaggini in un 3D di non eccelsa qualità tecnica. In Usa, chissà perché, alcuni hanno giudicato il film troppo violento per il pubblico dei piccini cui è destinato, però non si capisce chi altri potrebbe divertirsi alla comica e innocua sarabanda." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 2 marzo 2007)

"Anche nei disegni animati le famiglie non sono più quelle d'una volta. Prendete questo curioso cartone, scritto e diretto da Steve Oedekerk (regista di 'Ace Ventura') in cui gli animali, in una fattoria di orwelliana memoria, appena il contadino non c'è si mettono a camminare su due zampe, organizzano feste nella stalla, obbediscono al bue loro capo che li protegge dai cattivissimi coyote e instaurano peculiari legami familiari. (...) Ma il lato inquietante del film, a tratti molto divertente, è nella stramba rappresentazione dei bovini che, in piedi, mostrano imponenti mammelle. Passi naturalmente per le vacche, ma per i poveri buoi maschi (che oltretutto nella realtà sono castrati) risulta francamente eccessivo." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 2 marzo 2007)
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