Banat (il viaggio)

ROMANIA, BULGARIA, MACEDONIA, ITALIA - 2015
2,5/5
Banat (il viaggio)
Ivo e Clara vivono a Bari e si incontrano per caso nell'appartamento dell'eccentrica Signora Nitti. Lui è agronomo e sta per trasferirsi in Romania per lavoro, lei è uscita da una difficile storia d'amore; entrambi sono sospesi tra una vita che finisce e una nuova che comincia. Dopo una intera notte di chiacchiere tra i rispettivi scatoloni, qualcosa si accende, ma Ivo deve partire mentre Clara resterà a Bari. Quando la ragazza perde il proprio lavoro in un cantiere navale, decide di raggiungere Ivo in Romania. Nonostante lo spaesamento in una terra straniera e l'incertezza del futuro, i due sentono che insieme forse potrebbero realizzarsi in un posto inaspettato. Un incidente improvviso, però, renderà tutto più difficile...
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: HD, SCOPE, DCP (1:2.39)
  • Produzione: MARIO MAZZAROTTO, EMANUELE NESPECA PER MOVIMENTO FILM CON RAI CINEMA, IN CO-PRODUZIONE CON ARS DIGITAL, KT FILM & MEDIA, PARADA FILM
  • Distribuzione: MOVIMENTO FILM IN COLLABORAZIONE CON RETE DEGLI SPETTATORI
  • Data uscita 7 Aprile 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi

Laureato in giurisprudenza all’Università di Milano, dopo aver conseguito un Bachelor of Fine Art all’EICAR di Parigi, Adriano Valerio è sceneggiatore e regista e riceve la Menzione Speciale Miglior Cortometraggio 2013 al Festival di Cannes, il David di Donatello come miglior cortometraggio 2014, e un Premio Speciale Nastro d’Argento 2014. Banat (Il viaggio) è il suo lungometraggio d’esordio e nasce, dice,  “dalla storia vera di un amico che decise di coltivare mele in Romania, cogliendo un’opportunità nata per caso (…). Ho passato diverse settimane in Romania per ricercare luoghi e volti che potessero prestarsi a questo racconto”.
Che comincia in realtà a Bari, dove per caso si incontrano  Ivo e Clara, lui in uscita, lei in entrata nell’appartamento di proprietà della signora Nitti. Ivo è agronomo e ha appena accettato un’offerta di lavoro in Romania; Clara ha concluso una difficile storia d’amore e lavora in un cantiere navale. Succede però che lei perde questo lavoro e decide di raggiungerlo in Romania. La stessa cosa ben presto succede anche a lui. Entrambi disoccupati, Ivo e Clara si danno da fare per aiutare il proprietario del terreno a riprendersi dal fallimento.  Forse ce la fanno, ma lei è incinta e vuole tornare a Bari. Sulla strada verso l’aeroporto, lui fa un deviazione.  Si  fermano su una spiaggia deserta sul Mar Nero. Il viaggio è stata un’illusione?  Valerio tiene a precisare che “la parola ‘straniamento’ è quella che meglio illustra le mie intenzioni  riguardo la messa in scena di molte situazioni”.
Ed è vero che,per come il copione ce li presenta, si tratta di due personaggi totalmente confusi che fanno della indecisione la loro arma più importante.
Specchio della nostra confusa modernità? Forse, ma dopo un inizio abbastanza compatto, lo sguardo del regista si fa incerto e dilatato. Il racconto perde uniformità, si affida a troppe riprese di spalle, troppi campi lunghi, cedendo ad una sottrazione di dialoghi e di azione che diventa complicata logica descrittiva. Valerio finisce con il cedere ad una ellissi narrativa che si fa scorciatoia per evitare la trappola di un finale enigmatico.
Un esordio con qualche inceppamento, anche nei due interpreti principali (Edoardo Gabriellini ed Elena Radonicich) forse da mitigare in seguito.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO. REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA APULIA FILM COMMISSION; CON IL SOSTEGNO DI ROMA LAZIO FILM COMMISSION; SVILUPPATO CON IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA MEDIA.

- IN CONCORSO ALLA 30. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2015).

- ADRIANO VALERIO È STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE.

- CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2016 COME MIGLIOR OPERA PRIMA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2016 PER IL MIGLIOR SOGGETTO.

CRITICA

"È una storia di spaesamenti, fisici e psicologici, quella che l'esordiente Adriano Valerio mette in scena con 'Banat - Il viaggio'. (...) Un film in parte raccontato con montaggio alternato, incline agli indugi sul paesaggio e alle pause di silenzio, che tematizza la disoccupazione senza buttarla in commedia, come invece fa spesso il nostro cinema. Quando la trama vira alla love-story, i due protagonisti rivelano una buona chimica; si aggiunge la partecipazione di Piera Degli Esposti, che schizza da par suo il personaggio - marginale ma simpatico (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica, 7 aprile 2016)

"Se il canovaccio amoroso è il solito, Adriano Valerio, già premiato cortista con '37° 4 S', lo risciacqua con precariato, 'immigrazione al contrario' e mood generazionale: ancora nel 2004 i 19enni di Giovanni Veronesi si chiedevano 'Che ne sarà di noi' in Grecia, 12 anni dopo trovano una risposta grama ma non doma in Romania, 'c'est la vie'. Buone intenzioni sociologiche, discrete interpretazioni, ma 'Banat' è troppo moscio e timido per incidere occhi e coscienze: da surplace esistenziale a impasse drammaturgico il passo è breve, purtroppo. Ignavo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 7 aprile 2016)

"Troppo ingenuo il ragazzotto italiano, che sgobba gratis, un po' fragile il film, che comunque ha una sua dignità. Le cose migliori il fenomenale gol del giovanissimo Cassano all'Inter nel '99, il topless di Elena Radonicich e la ripescata 'Se t'amo t'amo' ('82) di Rosanna Fratello." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 aprile 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy