Banat (il viaggio)

ROMANIA, BULGARIA, MACEDONIA, ITALIA - 2015
Ivo e Clara vivono a Bari e si incontrano per caso nell'appartamento dell'eccentrica Signora Nitti. Lui è agronomo e sta per trasferirsi in Romania per lavoro, lei è uscita da una difficile storia d'amore; entrambi sono sospesi tra una vita che finisce e una nuova che comincia. Dopo una intera notte di chiacchiere tra i rispettivi scatoloni, qualcosa si accende, ma Ivo deve partire mentre Clara resterà a Bari. Quando la ragazza perde il proprio lavoro in un cantiere navale, decide di raggiungere Ivo in Romania. Nonostante lo spaesamento in una terra straniera e l'incertezza del futuro, i due sentono che insieme forse potrebbero realizzarsi in un posto inaspettato. Un incidente improvviso, però, renderà tutto più difficile...

CAST

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO. REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA APULIA FILM COMMISSION; CON IL SOSTEGNO DI ROMA LAZIO FILM COMMISSION; SVILUPPATO CON IL CONTRIBUTO DEL PROGRAMMA MEDIA.

- IN CONCORSO ALLA 30. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2015).

- ADRIANO VALERIO È STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE.

- CANDIDATO AL GLOBO D'ORO 2016 COME MIGLIOR OPERA PRIMA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2016 PER IL MIGLIOR SOGGETTO.

CRITICA

"È una storia di spaesamenti, fisici e psicologici, quella che l'esordiente Adriano Valerio mette in scena con 'Banat - Il viaggio'. (...) Un film in parte raccontato con montaggio alternato, incline agli indugi sul paesaggio e alle pause di silenzio, che tematizza la disoccupazione senza buttarla in commedia, come invece fa spesso il nostro cinema. Quando la trama vira alla love-story, i due protagonisti rivelano una buona chimica; si aggiunge la partecipazione di Piera Degli Esposti, che schizza da par suo il personaggio - marginale ma simpatico (...)." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica, 7 aprile 2016)

"Se il canovaccio amoroso è il solito, Adriano Valerio, già premiato cortista con '37° 4 S', lo risciacqua con precariato, 'immigrazione al contrario' e mood generazionale: ancora nel 2004 i 19enni di Giovanni Veronesi si chiedevano 'Che ne sarà di noi' in Grecia, 12 anni dopo trovano una risposta grama ma non doma in Romania, 'c'est la vie'. Buone intenzioni sociologiche, discrete interpretazioni, ma 'Banat' è troppo moscio e timido per incidere occhi e coscienze: da surplace esistenziale a impasse drammaturgico il passo è breve, purtroppo. Ignavo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 7 aprile 2016)

"Troppo ingenuo il ragazzotto italiano, che sgobba gratis, un po' fragile il film, che comunque ha una sua dignità. Le cose migliori il fenomenale gol del giovanissimo Cassano all'Inter nel '99, il topless di Elena Radonicich e la ripescata 'Se t'amo t'amo' ('82) di Rosanna Fratello." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 aprile 2016)
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