Ballata dell'odio e dell'amore

Balada triste de trompeta

SPAGNA, FRANCIA - 2010
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Ballata dell'odio e dell'amore
Spagna, 1937. Nel Paese infuria la Guerra Civile. Il pagliaccio Tonto si sta esibendo nel circo ma viene prelevato di forza da un gruppo di repubblicani che lo coinvolge in una battaglia all'ultimo sangue contro i soldati franchisti.
Spagna, 1973. Sono gli ultimi giorni del regime franchista e Javier, il figlio del Pagliaccio Tonto, sogna di seguire le orme del padre. Tuttavia, le tragedie di cui è stato testimone lo hanno fatto diventare un Pagliaccio Triste. Trovato lavoro in un circo, Javier entra in contatto con una serie di bizzarri personaggi, ma si trova anche costretto a subire le angherie di Sergio, il brutale Pagliaccio Tonto che lo umilia per dare più effetto al loro spettacolo. Quando Javier si innamora di Natalia, la bella acrobata moglie e vittima di Sergio, scatena la gelosia del marito e, poiché nessuno dei due uomini vuole cedere, si viene così a formare un triangolo amoroso che ben presto si trasformerà in una feroce battaglia.
  • Altri titoli:
    A Sad Trumpet Ballad
    The Last Circus
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, GUERRA
  • Specifiche tecniche: HD CAM SR, SCOPE (1:2:35)
  • Produzione: TORNASOL FILMS, CASTAFIORE FILMS, LA FABRIQUE 2, IN ASSOCIAZIONE CON MIKADO FILM, U FUND Y U FILM, BACKUP FILMS, SOFICA COFICUP CON LA PARTECIPAZIONE DI TVE, CANAL +, ESTUDIOS CIUDAD DE LA LUZ, GENERALITAT VALENCIANA CON LA COLLABORAZIONE DI ICAA, ICO
  • Distribuzione: LUCKY RED (2012)
  • Data uscita 8 Novembre 2012

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Alex de la Iglesia, del revisionismo. In Balada triste de trompeta, da noi Ballata dell’odio e dell’amore, sono i fantasmi del franchismo a prendere corpo, anzi, ghigno: due pagliacci, uno triste, l’altro “divertente”, per ripercorrere gli anni bui della Spagna che fu – e forse è ancora. Corpi, ma svuotati di umanità, viscere, psicologia: solo simboli, e pure scoperti, di un pamphlet che si fa circo, di un film che si fa farsa.
Sì, perché questa Ballata sarà pure triste, lo è, ma soprattutto insulsa: smaccata sin dal footage storico-politico dei titoli di testa (gli unici a salvarsi), l’intenzionale ricatto è fare del circus horror la cartina di tornasole grottesca e fessa del vulnus franchista.
Ma non va: Leone d’argento e Osella per la sceneggiatura a Venezia 2010 (sic), la Balada dei due pagliacci bestiali intorno alla bella svampita e vogliosa è stonata, cacofonica e stoltamente barocca, tanto da cancellare qualsiasi riflesso tra Storia e questa storia di ordinaria furbizia e mediocre cinema. Costoso, di qualche valore nel trucco e parrucco, ma colabrodo davanti e dietro la camera: gli effetti speciali risibili, la regia caciarona, gli attori credibili come una velina franchista. Stonante con brio.

NOTE

- GIRATO A MADRID, ALICANTE, ESTUDIOS CIUDAD DE LA LUZ.

- ÁLEX DE LA IGLESIA HA RICEVUTO IL LEONE D'ARGENTO PER LA MIGLIORE REGIA E L'OSELLA PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2010). IL FILM HA OTTENUTO IL PREMIO ARCA CINEMAGIOVANI COME MIGLIOR FILM VENEZIA 67.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 3 MAGGIO 2013 HA ELIMINATO IL DIVIETO DI VISIONE AI 14 ANNI.

CRITICA

"Premiato per la regia a Venezia 2011, un film inclassificabile: una ballata atrocemente poetica che si può o amare o detestare. (...) Álex de la Iglesia, che in tema di masochismo non deve prendere lezioni da nessuno, realizza il film più masochista della sua carriera. Figli degeneri e impazziti dei circensi di Federico Fellini, i tre personaggi sono al centro di una danza macabra - sulle note della celebre canzone di Ninì Rosso - sempre più frenetica e disturbante col procedere verso l'epilogo. Deturpato come il Joker nemico di Batman, il Pagliaccio Triste è un mix di orrore e patetismo che stenti a levarti dalla testa." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 8 novembre 2012)

"Il film è un fiammeggiante melodramma di ambientazione circense, che inizia nel 1937 (in piena guerra civile) e arriva ai giorni della morte di Franco. Le tragicomiche avventure di tin clown (con risvolti splatter qua e là eccessivi), il suo amore per la bella acrobata e la sua lotta senza quartiere contro il clown «fascista» diventano un apologo grottesco sui modi, non tutti sereni, in cui la Spagna fa i conti con il proprio passato. De la lglesia è un cinefilo scatenato: qui mescola Fellini, Roger Corman, Goya e gli horror ipercolorati della Hammer. Molto tarantiniano, come si diceva, ma con uno spessore storico alle spalle che Tarantino si sogna." (Alberto Crespi, 'L'unità', 8 novembre 2012)

"Grottesco e compiaciutamente violentissimo 'Ballata dell'odio e dell'amore' di Álex de la Iglesia mescola melodramma e riflessioni politiche sulla guerra civile spagnola e la dittatura franchista, osservate con gli occhi di un clown triste e folle in cerca di vendetta". (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 8 novembre 2012)

"Quando il fumetto incontra la Storia (Javier morderà la mano a Franco!) il film di: Álex de la Iglesia diventa una bestia indomabile che balza in tutte le direzioni. I pagliacci metteranno il mondo a ferro e fuoco per un amore patologico che sembra avulso dalla società ma ne è il figlio freak. E la trapezista, ovvero la Spagna, rimarrà in bilico tra i due. Nel vertiginoso finale kolossal, Álex de la Iglesia porta alle estreme conseguenze uno straordinario mélo rosso sangue. Il suo film più bello. Miglior regia e sceneggiatura a Venezia 2010". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 8 novembre 2012)

"Bislacco, crudele e violentissimo dramma spagnolo, che inonda lo schermo di metafore e atrocità. Le une quasi più insopportabili delle altre". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 8 novembre 2012)
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