Ballando lo slow nella grande città

Slow Dancing in the Big City

USA - 1978
Ballando lo slow nella grande città
Giornalista del "Daily Mirror", Lou Fritzland è solito cercare i soggetti dei suoi articoli tra le figure più misere di New York. Notata la tristezza di Sarah, una ragazza che vorrebbe prendere in affitto l'appartamentino accanto al suo, Lou la spalleggia contro il burbero George e, vinte le resistenze del locatario, incomincia a interessarsi ai casi della nuova venuta. Sarah è una ballerina classica che si sta preparando al decisivo debutto presso il Lincoln Center nel Forest Dreams del coreografo Cristopher. Ma una malattia alle gambe le impedisce, nel corso delle prove, di dare il meglio di se stessa. Cristopher, preoccupato, non nasconde la sua intenzione di sostituirla con la rivale Diana; Roger Lucas, il ballerino solista che dovrebbe fare coppia con Sarah, la induce a sottoporsi ad un esame medico presso il dottor Foster. Questi diagnostica una fibromiosite che, oltre a impedire ulteriori sforzi fisici alla ragazza, richiede un immediato intervento chirurgico. La coraggiosa Sarah, sostenuta dalle parole di Lou, abbandona il fidanzato David e continua a prepararsi puntigliosamente. Lou nel frattempo ha lasciato la sua fidanzata Franny per dedicarsi interamente a Sarah. La sera del debutto, il giornalista viene trattenuto dal caso del piccolo portoricano Marty. Sarah balla con trepidazione e, quando finalmente vede tra le quinte l'amico, conclude il balletto nel migliore dei modi. Lo sforzo sostenuto la paralizza; ma Lou la porta a ricevere le ovazioni del pubblico tra le proprie braccia.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35MM, PANAVISION, TECHNICOLOR
  • Produzione: MICHAEL LEVEE, JOHN G. AVILDSEN PER CIP
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS (1979)

CRITICA

"Più favola che cronaca, il film ripresenta lo spirito ottimista e la delilcata umanità delle opere di Frank Capra. Sia la figura del giornalista (che anticonformisticamente va a caccia di episodi che nutrano i sentimenti nobili del pubblico e non le malsane curiosità), sia quella della ballerina (che, come un'effimera, è destinata a dare il meglio di sé nel breve spazio di una giornata per divenire un semplice ricordo al calare della notte) sono purtroppo molto al di fuori della realtà. Ma, come è tradizione in certa letteratura di fantasia e di sentimento, sono due simboli ed emblematica è l'immagine sulla quale si chiude la pellicola: una ballerina offerta all'ammirazione del pubblico da un giornalista. Gioventù, bellezza, arte, maturità, esperienza, comunicazione di massa: il binomio non è insolito; ma in un mondo abbrutito, avviene abitualmente con un altro spirito. Nel film ci sono pagine spettacolarmente assai valide, come l'intero balletto finale che affascina per le coreografie a metà tra il classico e il moderno, e per le musiche." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 87, 1979)
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