Babysitter - Un maledetto pasticcio

Jeune fille libre le soir

FRANCIA, ITALIA, GERMANIA OCCIDENTALE - 1975
Babysitter - Un maledetto pasticcio
La giovane Michèle Jeanson (che, a Roma per studiarvi scultura, si mantiene facendo la baby sitter) viene, senza sua colpa, coinvolta nel rapimento di un bambino, Booths Franklin, figlio di un ricco industriale americano: sequestro ideato dal segretario di costui, Anderson e attuato da Ann Carson (un'attricetta, già amante di Franklin, che agisce per vendetta), e da tre furfanti, che mirano solo ai soldi del riscatto. Segregata con Booths in una villa disabitata Michèle tenta di fuggire, di avvertire la polizia, di barricarsi contro i rapitori: tutto inutile, come vane sono le ricerche della ragazza compiute dal suo fidanzato. Malgrado qualche improvvisa difficoltà, causata dal tenace giovanotto, tutto sembra dunque procedere secondo i piani di Anderson che, intascato finalmente il denaro, si libera, uccidendoli, di due dei suoi complici (i soli che conoscono il suo nome). Ma c'è qualcosa che il criminale non aveva previsto: anche Ann conosceva l'ideatore del piano e sarà la sua denuncia, fatta a Michèle prima di darsi la morte perchè vinta dal rimorso, a segnare la fine di Anderson.
  • Altri titoli:
    Da Ganz grosse Ding
    L.A. Babysitter
    The Babysitter
    The Raw Edge
    Wanted: Babysitter
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: GIALLO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA TECHNICOLOR
  • Produzione: COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION, CITE' FILM, TIT FILMPRODUKTION
  • Distribuzione: TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO - MONDADORI VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO MARZO 2000

CRITICA

"Contorto e lentissimo giallo psicologico dello stanco francese René Clément, al suo passo d'addio, che gira il coltello nella piaga dei sequestri di persona. Se l'autore non sa come uscire decentemente dal pasticcio del titolo aggiuntivo, ha tuttavia il merito di tener alta la tensione. Maria Schneider, che nel precedente 'Ultimo tango a Parigi' era sempre nuda, stavolta non si toglie neppure il golf". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 26 ottobre 2001)
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