Babylon Sisters

ITALIA, CROAZIA - 2017
3/5
Babylon Sisters
Kamla si è da poco trasferita con i genitori, Ashok e Shanti, in un palazzo degradato alla periferia di Trieste abitato da altre famiglie di immigrati e da un vecchio professore burbero. Quando arriva la lettera di sfratto, determinati a non lasciare le proprie case, gli uomini reagiscono con rabbia alle minacce del padrone, mentre le donne si uniscono per salvare il destino delle proprie famiglie. Shanti svela il proprio dono di saper ballare come una star di Bollywood e, con l'aiuto di un'amica italiana, tra risate, pianti e incomprensioni, nasce il progetto di una scuola di danza. Questa sarà la chiave di volta per dare vita al riscatto personale, familiare e collettivo, mentre la piccola Kamla riuscirà a sciogliere il cuore del professor Leone.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP (1:2.35)
  • Tratto da: liberamente ispirato al libro "Amiche per la Pelle" di Laila Wadia (edizioni e/o)
  • Produzione: GINO E SARAH PENNACCHI PER TICO FILM, IN COPRODUZIONE CON ANTITALENT
  • Distribuzione: LO SCRITTOIO
  • Data uscita 28 Settembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

E’ multietnica, femminile e musicale l’opera prima del regista Gigi Roccati (classe 1979) intitolata Babylon Sisters. In un palazzo degradato nella periferia di Trieste, precisamente nel quartiere di Ponziana, una famiglia di indiani composta da Shanti (Nav Ghotra), dal marito Ashok (Rahul Dutta) e dalla loro figlia di dodici anni Kamla (Amber Dutta) si troverà sotto sfratto.


Nella stessa difficile situazione ci saranno anche gli altri abitanti dello stabile: tutte famiglie di immigrati ad eccezione di un vecchio professore burbero (interpretato da Renato Carpentieri). Saranno la poesia, ma soprattutto la musica e la danza (grazie al dono di Shanti capace di ballare come una star di Bollywood) a dare una svolta al destino di queste famiglie. 


Liberamente ispirato al libro Amiche per la pelle di Laila Wadia, il film Babylon Sisters è una fiaba dei giorni nostri. Sarebbe bello infatti che anche gli abitanti di Palazzo Curtatone a pochi centinaia di metri dalla Stazione Termini di Roma, brutalmente sgomberati un mese fa, potessero risolvere i problemi muovendosi al ritmo di musica bollywoodiana. La realtà, lo sappiamo, non è questa. Ma il cinema ci fa sognare ed è quello che il regista cerca di fare con questo lungometraggio che racconta un melting pot di culture. E che è allo stesso tempo una commistione di generi e di linguaggi. Roccati, alla sua prima regia di un film di finzione dopo aver girato diversi documentari, fonde infatti cinema del reale e cinema pop dalle atmosfere bollywoodiane ed è proprio questo, insieme alla colonna sonora, il suo punto di forza.


Esattamente come l’unione di quattro donne diverse con quattro storie differenti (una turca - Yasemin Sannino, una croata - Nives Ivankovic, una cinese - Xia Yinghong e l’indiana Shanti) sarà fonte della loro energia. Trattandosi però di persone prese dalla strada che interpretano se stesse purtroppo la loro recitazione è fin troppo amatoriale da risultare a volte poco naturale. Al contrario di Amber Dutta, giovanissima rivelazione del programma televisivo Italia’s Got Talent dove si era esibita come finalista ballando Michael Jackson, che qui interpreta la più giovane delle Babylon Sisters e che molto probabilmente avrà un promettente futuro artistico.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON: BANCA GENERALI S.P.A., NUOVO IMAIE; CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT; IN COLLABORAZIONE CON FRIULI VENEZIA GIULIA FILM COMMISSION; CON IL CONTRIBUTO DEL FONDO REGIONALE PER L'AUDIOVISIVO FRIULI VENEZIA GIULIA; CON IL SOSTEGNO DEL PROGRAMMA MEDIA DELL'UNIONE EUROPEA.

CRITICA

"Solo con le donne si cambia musica, un film esemplare." (Arianna Finos, 'La Repubblica', 11 gennaio 2016)

"Lo sguardo di chi risponde alle difficoltà con la gioia di vivere." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 22 ottobre 2016)

"Commedia dal ritmo indiavolato, "Babylon Sisters ci fa sognare." (Angiola Codacci Pisanelli, 'L'Espresso', 28 settembre 2017)

"Piccolo film di valore che, seppure con ritardo epocale, porta finalmente anche l'Italia in quel gusto per la commedia etnica di cui ha indiscussa 'maternità' la cine-produzione britannica." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 28 settembre 2017)

"È difficile che, di fronte all'interpretazione di Renato Carpentieri, non venga in mente il suo 'character' nella 'Tenerezza' di Gianni Amelio. L'attore è molto bravo; però la sua bravura, anziché sostenere il film, ha l'effetto involontario di sottolineare le insufficienze degli altri (eccetto la piccola Amber, che duetta con lui nelle scene migliori). Si apprezza anche la volontà di dare al film un tono lieve e ottimistico; salvo il fatto che l'alternanza di toni - tra dramma e commedia sociale, con innesti musicali di danze bollywoodiane - produce un certo qual effetto-babilonia." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 28 settembre 2017)

"Favoletta metropolitana, spesso retorica, con alcune discrete trovate, non supportate, però, da un cast troppo disomogeneo." (A.S., 'Il Giornale', 28 settembre 2017)
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