Babylon A.D.

USA, FRANCIA - 2008
Babylon A.D.
Toorop, mercenario veterano di guerra, è incaricato di scortare una misteriosa ragazza di nome Aurora durante il trasferimento dalla Mongolia agli Stati Uniti. In realtà, la ragazza è il vettore di un organismo geneticamente modificato, creato da una setta religiosa, per dar vita a una creatura aliena in grado di sterminare la razza umana.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Tratto da: romanzo "Babylon Babies" di Maurice G. Dantec
  • Produzione: ALAIN GOLDMAN MATHIEU KASSOVITZ EIFFEL MATTSSON SELWYN ROBERTS PER TWENTIETH CENTURY-FOX FILM CORPORATION, CANAL+, LÉGENDE FILMS, MNP ENTREPRISE, OKKO PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MOVIEMAX
  • Data uscita 24 Ottobre 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Alba del XXI secolo, la mafia dell'Europa dell'Est affida a Toorop (Vin Diesel), mercenario di tante battaglie, una missione ad alto rischio: scortare la misteriosa 18enne Aurora (Mélanie Thierry) da un monastero in Mongolia fino a Manhattan. Mai uscita dal convento, sorvegliata a vista da suor Rebecca (Michelle Yeoh), Aurora ha sviluppato capacità paranormali di preveggenza: Toorop dovrà limitarne i contatti col mondo esterno, ma non sarà impresa facile… Dopo il mediocre risultato di Gothika, Mathieu Kassovitz tenta il rilancio a Hollywood: dal romanzo Babylon Babies di Maurice Dantec, mette in cantiere Babylon A.D. - titolo scelto anche per l'appetibile (sic!) acronimo B.A.D. –, a oggi il suo film più costoso. Abbandonato dal suo vecchio produttore, Christophe Rossignon, che non ci credeva, Kassovitz cerca un mix di action low-tech stile eighties, thriller sci-fi e apologo millenaristico: tentativo nobile, e miseramente fallito, con lo spettro di Children of Men che mette all'angolo anche le sequenze – poche - più riuscite. Se Kassovitz perde pure il consueto brio in regia, il tremebondo Vin Diesel pare aver smarrito la mano della madre. Povero Mathieu: non sa più odiare, e ora confeziona omogeneizzati.

CRITICA

"Con il suo film 'L'odio', sulle gesta dei casseur delle periferie parigine, Mathieu Kassovitz si era segnalato come un talento dei più promettenti. Tredici anni (e parecchie delusioni) dopo, eccolo responsabile della regia di un fantasy futuribile e artificioso, dal cast fitto di nomi di richiamo compressi in ruoli stereotipati, deludente anche nelle sequenze d'azione." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 24 ottobre 2008)

"Dal quarantenne regista francese Kassovitz si poteva aspettarsi di meglio, ma il film è interessante per la sua crudeltà, per il mondo futuro che ipotizza per lo stile. Non manca neppure l'idillio tra il brutto protagonista e la bella Mélanie Thierry, unico momento profondamente e provocatoriamente horror. Brevi apparizioni di Charlotte Rampling (gelida padrona) e di Gérard Depardieu (un cattivo)." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24 ottobre 2008)

"I francesi sono gli unici in Europa che cercano di confrontarsi con i grandi blockbuster d'azione e per farlo chiamano i loro pupilli più spregiudicati. Mathieu Kassovitz si cimenta con un kolossal fantascientifico che è esagerato fin dal titolo: 'Babylon A.D.'. Il confronto è proprio sul piano dell'immaginario catastrofista fanta-sociale e il risultato è una copia brutta di tutti i film hollywoodiano del genere. A un ex combattente gli viene chiesto dalla mafia del futuro di scortare una giovane donna dalla Mongolia a New York, non sapendo di star per consegnare una sorta di bomba a orologeria. Ne succederà di ogni, in un concentrato indigesto di cinema di genere, da 'I figli degli uomini' a 'L'esercito delle dodici scimmie', aumentato a dismisura proprio da quel sentimento di grandezza applicato al catastrofismo diventa ridicolo e puerile ." (Dario Zonta, 'L'Unità', 24 ottobre 2008)
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