B. Monkey - una donna da salvare

B. Monkey

GRAN BRETAGNA - 1998
B. Monkey - una donna da salvare
A Londra, oggi. Alan di giorno è maestro elementare, di notte fa il d.j. in un ospedale. Beatrice, arrivata dall'Italia e soprannominata B. Monkey, rapina gioiellerie insieme ad altri amici. Beatrice vede Alan in un bar, lo avvicina, passano la notte insieme ma lui ha qualche difficoltà nel rapporto amoroso. Trascorrono allora alcuni giorni a Parigi, e lì tutto procede normalmente. Quando tornano, Frank, il boss per cui Beatrice lavora e al quale ha detto no per ulteriori rapine, ha fatto mettere sottosopra la casa di Paul, l'amico presso cui la ragazza vive. Anche Alan si espone al punto di venire licenziato dalla scuola. L'intervento violento di Beatrice e Bruno, altro suo amico, permette la riassunzione. In cambio di questo aiuto, Beatrice si impegna però a partecipare ad un ultimo colpo. Le cose vanno male, Beatrice spara ad un uomo di Frank che giura vendetta. Beatrice si rifugia da Alan, che è stato trasferito fuori città. Qui arrivano Paul, Bruno, Frank. Bruno, caratterialmente il più instabile, non sopporta la situazione creatasi. Innamorato di Beatrice, spara prima a Paul, poi a Frank, quindi si allontana. Alan e Beatrice ora sono soli. E lei: "Chi avrebbe pensato di trovare la felicità nel niente?".
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo di Andrew Davies
  • Produzione: COLIN VAINES & STEPHEN WOLLEY
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE (2000) - CECCHI GORI HOME VIDEO

CRITICA

"La regia è dello scozzese Michael Radford che, nel 1994, aveva firmato con Massimo Troisi 'Il postino'. Ricordiamo che allora sorse una piccola (o grande) querelle in merito. C'era chi sosteneva che il film era del povero Massimo che, già gravemente malato di cuore, morì subito dopo la fine delle riprese. Dopo aver visto questo 'B. Monkey' ne siamo convinti anche noi: 'Il postino' era molto più di Troisi che di Radford, regista che sa padroneggiare con mestiere ritmi e inquadrature ma che resta fermo alle superfici patinate, lontane dalla poesia crepuscolare di Troisi come anche dalle atmosfere noir degli anni d'oro che qui cerca in qualche modo di imitare con pupe, pugni e pistole". (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 15 maggio 2000).
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