Away from Her - Lontano da lei

Away from Her

CANADA - 2006
Away from Her - Lontano da lei
Fiona e Grant Anderson sono sposati da 50 anni ed hanno condotto insieme un'esistenza abbastanza felice. Tuttavia, i due anziani coniugi si trovano costretti ad affrontare una dura realtà: le continue dimenticanze di Fiona sono dovute al morbo di Alzheimer e insieme decidono che è giunto il momento per lei di ricoverarsi presso una clinica specializzata. Grant deve accettare, per rispetto delle regole della clinica, la lontananza dalla moglie per un periodo prolungato e quando si reca alla casa di cura per farle visita, si trova di fronte un'amara sorpresa. Lei non ricorda più nulla del suo passato ed ha trovato conforto nell'amicizia con un altro ospite della clinica, Aubrey, un uomo muto costretto su una sedia a rotelle. Quando Marian, la moglie dell'uomo, che sta vivendo la stessa esperienza di Grant, riporta a casa il marito, Fiona si dispera e cade in un profonda depressione. Per amore della sua Fiona, Grant continua a starle vicino ma si troverà forse costretto a sacrificare se stesso.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: THE FILM FARM, FOUNDRY FILMS INC., PULLING FOCUS PICTURES
  • Distribuzione: VIDEA CDE (2007)
  • Data uscita 15 Febbraio 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
Attrice più volte chiamata da Atom Egoyan (qui produttore esecutivo), ultimamente capace di farsi apprezzare per la collaborazione artistica con Isabel Coixet (La mia vita senza me, La vita segreta delle parole), Sarah Polley debutta alla regia di un lungometraggio a soli 27 anni, dopo aver realizzato tre/quattro corti, partendo da un racconto breve di Alice Munro - L'orso attraversò la montagna, pubblicato da Einaudi nella raccolta "Nemico, amico, amante..." - anche autrice dello script, per esplorare il delicato e ardimentoso terreno dell'amore ai tempi dell'Alzheimer. Encomiabile per sobrietà e gentilezza, la Polley - che intelligentemente evita di mettersi in scena - si affida alla rifrangente cornice mozzafiato delle nevi canadesi per raccontare il dramma di Fiona e Grant, sposati da oltre quarant'anni, ora costretti ad allontanarsi perché lei deve essere ricoverata a causa della degenerazione della malattia. La battaglia tra un eterno amore e l'inesorabilità dell'oblio si combatte sui volti di una commovente Julie Christie (vincitrice del Golden Globe e candidata all'Oscar), eterea come la bellezza senza tempo, e Gordon Pinsent, chiamato al ruolo forse più difficile, in bilico tra la speranza di veder conservati i ricordi dalla donna amata e la disperazione di saperla sulla via della totale dimenticanza, strada dove la presenza di lui non sarà più contemplata, se non per testimoniare lo sbocciare di un nuovo, ingenuo amore. Struggente.

NOTE

- PRESENTATO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007) NELLA SEZIONE 'PANORAMA SPECIAL'.

- GOLDEN GLOBE 2008 A JULIE CHRISTIE COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI UN FILM DRAMMATICO.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA E SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.

CRITICA

"Due corpi anziani abbracciati a letto, l'ultimo ballo, l'ultimo rossetto, una valigia singola nella speranza che altro non serva: il film che Sarah Polley ha tratto da un racconto di Alice Munro commuove da subito. (...) Attrice nei toccanti 'La mia vita senza me' e 'La vita segreta delle parole', la canadese Polley tratta la malattia con sensibile profondità asciutta, come nel trascurato 'La famiglia Savage'. Julie Christie protende lo splendido viso a braccare dignità da ogni luce, come i girasoli del Dottor Zivago." (Alessio Guzzano, 'City', 15 febbraio 2008)

"'Lontano da lei ha un'attrice superba, Julie Christie, candidata all'Oscar. E' la 'lei' del titolo. (...) Un melodramma tenuto sempre sulla corda da una regista esordiente, Sara Polley attrice di buona filmografia. La Polley ha conosciuto Julie Christie sul set di 'La vita segreta delle parole', e da quando ha letto il racconto di Alice Munro 'The bear came over the mountain', non ha fatto che pensare a lei come protagonista del film. E ha fatto bene perché la Christie è perfetta. Il volto diafano, bellissimo, di una donna che s'avvicina ai settanta senza aver alterato in nulla i suoi lineamenti e contorni. Il suo personaggio evapora un po' alla volta. Rimangono le 'parole' a definire le emozioni, a cercare di fermare qualcosa." (Dario Zonta, 'L'Unità', 15 febbraio 2008)

"Gli attori, nei ruoli dei senescenti, sono credibili quanto le snelle ventenni che fanno pubblicità ai dimagranti, ma l'inizio è tollerabile. Poi lei, moglie in cachemire d'un intellettuale canadese va in confusione e all'ospizio. Qui s'innamora di un ricoverato meno intellettuale dell'attonito marito... La noia è profonda quanto è alta la neve del Canada." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 15 febbraio 2008)

"Per l'occasione assistiamo alla sorprendente rimonta di una diva presente sugli schermi da quasi mezzo secolo e definita da Al Pacino 'la più poetica di tutte le attrici'. Un entusiasmo non condiviso da tutti perché Julie ha spesso suscitato critiche feroci. (...) Senza essere il capolavoro di cui si è parlato, questo film lindo e rispettabile ci regala un' interpretazione davvero straordinaria di colei che fu l' ispiratrice di 'Il dottor Zivago'. Ancora bellissima benché in viaggio verso i settanta, Julie Christie non ricorre ai trucchi di mestiere che gli attori utilizzano nel rappresentare la malattia. A differenza del gran mattatore positivista Ermete Zacconi, che ricostruì la paralisi progressiva di 'Osvaldo negli Spettri' frequentando gli ospedali, Julie cerca la dolente verità del personaggio dentro se stessa. In attesa di sapere se fra una settimana le daranno l' Oscar, non perdetevela. (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 febbraio 2008)

"Già attrice di film struggenti ma pudichi, Sarah arriva alla regia provenendo da una buona scuola: il cinema di Atom Egoyan, che 'Lontano da lei' ricorda nelle fredde luci invernali. Guardandoci dal mettere sotto sequestro le nostre emozioni, questa dolceamara storia di tramonto ha il coraggio di parlarci di cose come il tempo che passa e le sue ferite, l'amore e la solitudine, il dolore e la pietà. Certo, non c'è molta regia. Però gli interpreti sono magnifici e di Julie Christie, grande nel fascino come nella compassione, si può davvero dire che è rinata una stella." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 febbraio 2008)

"Immerso nella cornice innevata del grande inverno nordico, narrato con essenziale delicatezza, 'Lontano da lei' si avvale di un ottimo cast, ma su tutti domina la Christie con il suo sguardo disarmante e il suo intramontabile fascino." (Alessandra Levantesi, 'la Stampa', 15 febbraio 2008)
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