Avventura a Capri

Una giovane francese, Yvonne, avendo vinto un concorso, si reca a Capri per una breve vacanza. Nell'isola incontra il barone Vanvutelli, un vecchio spiantato che, credendola assai ricca, le fa la corte; mentre la ragazza si sente attratta da Mario, uno studente romano, che è venuto a passare la domenica a Capri, insieme a due amici, Renato e Giulio. Renato ha fatto la conoscenza di Sandra, una ragazza di Capri, e i due giovani hanno stabilito di rivedersi la sera. Giulio che ha sofferto molto per il mal di mare, ha dovuto mettersi a letto. Mario trascura Yvonne per una non più giovane avventuriera, e la ragazza per ripicco mostra di gradire le premure del barone. Intanto Sandra; costretta a partecipare ad una sfilata di modelli, non può rivedere Renato. Il mattino seguente i tre amici ripartono: Mario incontra sul vaporetto Yvonne e, dopo aver chiarito i malintesi, i due si lasciano alla stazione di Napoli con la promessa reciproca di rivedersi. Renato è triste perché non ha potuto salutare Sandra, giunta in ritardo; ma la ragazza, aiutata dal barone e valendosi di un veloce motoscafo, arriva a Napoli prima della partenza del treno per Roma. Ella può quindi prendere congedo da Renato, scambiando con lui affettuose promesse. Dopo le delusioni sofferte, il barone Vanvutelli pensa seriamente di convolare a giuste nozze con la madre di Sandra, vedova da vari anni.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE EASTMANCOLOR
  • Produzione: ADAMO GRILLI PER LA GRILLI PRODUZIONE
  • Distribuzione: UNIVERSAL - MFD HOME VIDEO

CRITICA

"Non si può negare che il fatto di riuscire a presentare sullo schermo oltre novanta minuti di vuoto concentrato costituisca già una considerevole prova di abilità. Tanto hanno ottenuto gli artefici di questo film basandosi su di un soggetto la cui esistenza è possibile avvertire solo per merito della pessima sceneggiatura, e riuscendo persino a non ricavare dalle bellezze naturali di Capri quel tanto di panoramico e di suggestivo che avrebbe potuto salvare almeno metà del metraggio". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 10, 31/5/1959)
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