Autoreverse

Ni pour, ni contre - Bien au contraire

FRANCIA - 2003
Autoreverse
Caty, operatrice tv per i telegiornali, viene ingaggiata da una banda di malviventi per riprendere un'aggressione a mano armata. Lo stretto contatto con i banditi le fa scoprire un mondo violento da cui rimane affascinata, tanto da partecipare a un 'colpo grosso'...
  • Altri titoli:
    Not For Or Against
    Personne n'est comme tout le monde
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: POLIZIESCO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: VERTOGO PRODUCTIONS, M6 FILMS, CE QUI ME MEUT, TPS STAR, M6
  • Distribuzione: MEDUSA (2004)
  • Data uscita 7 Maggio 2004

NOTE

- FOTOGRAFO DI SCENA: JEROME PLON.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 20 GENNAIO 2005 HA TOLTO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"All'inizio potrebbe trarre in inganno, sembrano criminali da rivedere, viene quasi in mente la banda bassotti del film di Marco Ponti 'A/R'. E invece questi sono cattivi veramente. (...) Il regista dice di aver tratto ispirazione da un sacco di modelli classici del criminale-poliziesco ma casomai il film è socio del cinema superviolento degli anni più prossimi. Funziona abbastanza, malgrado la consueta antipatia degli attori francesi." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 7 maggio 2004)

"Oramai l'abbiamo imparato bene: le brave ragazze dal faccino pulito sono pericolosissime e le prostitute hanno un cuore d'oro, almeno al cinema. Non sfugge a questa regola neanche 'Autoreverse' di Cédric Klapisch. Ma non importa, perché il valore aggiunto del film non è nell'impianto narrativo, che senz'altro abbiamo già visto, ma nello sguardo del regista. (...) A volte la cattiva strada è la migliore, si dice nel film. Eppure questo gangster-movie, che vive su un'alternanza di piani ravvicinati e campi lunghi, non giudica i personaggi, non li divide in buoni e cattivi. Piuttosto, Klapisch dà un consiglio: quando si prende una strada, è meglio andare fino in fondo. Non importa se nel bene o nel male. Ma Jean, che un tempo aveva traviato la ragazza, si rivela troppo umano per seguirla davvero fino alla fine. Mentre l'esistenza di Caty, che sembrava destinata a una rapida discesa verso l'Inferno, si trasforma in un Paradiso. E, a questo punto, l'unico vero delitto sarebbe non godersela." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 14 maggio 2004)
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