At the End of the Day - Un giorno senza fine

At the End of the Day

ITALIA - 2010
3/5
At the End of the Day - Un giorno senza fine
Alex, Riko, Chino, Thomas, Diana, e le sorelle Lara e Monica decidono di vivere un'avventura nella natura selvaggia e giocare una partita di 'Soft-Air' tra amici. Armato di fucili giocattolo, il gruppo arriva nel bosco scelto come location senza sapere che quel posto in passato è stato utilizzato come base militare per operazioni segrete. Ben presto, infatti, tutti loro diventeranno consapevoli di non essere soli e un'incombente minaccia trasformerà improvvisamente quello che era iniziato come un semplice gioco alla guerra in una spaventosa e reale caccia all'uomo.
  • Altri titoli:
    Delirium Cordia
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, THRILLER
  • Produzione: FULVIO COMPAGNUCCI, LORENZO FOSCHI, DAVIDE LUCHETTI ANDREA BISCARO E FRANCO GAUDENZI PER THE MOB, FRAME BY FRAME, BMOVIE, EUROLAB, THE COPRUDUCERS
  • Distribuzione: BOLERO FILM (2011), DVD: CG HOME VIDEO
  • Vietato 14
  • Data uscita 22 Luglio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Chi di gioco ferisce, per gioco perisce. Per Alex, Riko, Chino, Thomas, Diana e le sorelle Lara e Monica doveva essere una allegra scampagnata, all'insegna del Soft-Air: fucili giocattolo, spari per finta, dolore minimo e adrenalina massima, un modo come un altro per stare insieme in una torrida giornata estiva.
Ma qualcosa va storto, anzi, più di qualcosa: quel selvaggio campo di battaglia nasconde un passato da base militare, già teatro di operazioni segrete. Ma anche il presente si coniuga tra pericolo e orrore: Alex ci rimane secco, preso a pallettoni da un uomo con maschera anti-gas sbucato dal nulla. Per i sopravvissuti inizia la lotta dura e con molta paura: il nemico è là fuori, ma chi è? E perché ha messo nel bersaglio proprio Alex e compagnia sfigata? La caccia è appena iniziata: chi rimarrà in piedi?
Interrogativo thriller, cui il nostro cinema si sottopone sempre più raramente, preferendo ridere a bocca larga e stomaco pieno: qui, al contrario, arriva il famoso pugno, portato dall'esordiente Cosimo Alemà, videoclipparo d'eccellenza, da Mina a Fabri Fibra. E' At the end of the day, che arriva nelle nostre sale, dopo un tot di vendite all'estero, dall'Australia all'Inghilterra: non c'è da stupirsi, lingua inglese, cast internazionale di giovani promesse o presunte tali, e dedizione al genere thriller con screzi horror.
Metteteci una colonna sonora raffinata e alternativa, con Soap and Skin, WW e Hammock, e il gioco è fatto: avanti il prossimo, la falce incombe. Ma il film la scampa: regia gggiovane ma non pretenziosa, sonoro in primo piano, dinamiche relazionali genericamente trattate, azione e suspense, e un po' di nichilismo pret-à-porter.
Buon(in)a la prima, dunque, ma gli applausi vanno alla sinergia produttiva - The Mob, Frame by Frame, The Coproducers, Bmovie, Eurolab - e al respiro internazionale: ansimante, ma con stile. D'altronde, non di sola commedia può vivere il made in Italy: dopo tanti frizzi e lazzi, anche la morte ci fa belli.

NOTE

- DANIELE PERSICA FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

- TUTTE LE ARMI E I MATERIALI DA SOFT AIR UTILIZZATI NEL FILM SONO DEL MARCHIO ITALIANO 'ACE OF SPADES' E SONO STATI GENTILMENTE CONCESSI DA TACTICAL & TECHNOLOGY.

CRITICA

"Sono sette come i vizi capitali. Ma anche come i nani di Biancaneve. O come i 'magnifici' del vecchio film di John Sturges. Qui però sono 4 maschi e 3 femmine (di cui due sorelle). (...) I 'magnifici sette' di 'At the End of the Day', film d'esordio di Cosimo Alemà, non amano un gioco qualunque. Loro amano il gioco della guerra. Vogliono sentirsi soldati. (...) Perfetta location per un videogame. E 'At the End of the Day' per molti versi è proprio un film-game: mette in scena un gioco al massacro che - sul modello archetipale di 'Dieci piccoli indiani' di Agatha Christie messo in scena magistralmente da René Clair - orchestra e drammatizza la progressiva eliminazione, uno dopo l'altro, di tutti i membri del gruppo dei protagonisti (...). Poco importa che lo spettatore intuisca fin da subito chi sarà l'ultimo (o l'ultima...) a sopravvivere. A chi toccherà la sfida finale. Questa volta non è l'attesa della sorpresa ad attrarre il pubblico, ma il piacere confermativo di aver previsto esattamente lo sviluppo degli eventi. Perché in un film-game non è il 'come va a finire' che conta. È come il dispositivo testuale ti porta a verificare che avevi previsto esattamente come sarebbe andata a finire. E allora quello che cerchi è la tensione crescente. È la dialettica ininterrotta fra tensione e scioglimento della tensione. Sono gli sguardi nascosti tra gli arbusti o dietro un filo d'erba, sono i raccordi di montaggio bruschi come frustate, è il ritmo epilettico che guida l'escalation della violenza. Il regista Cosimo Alemà viene dal videoclip." (Gianni Canova, 'Il Fatto Quotidiano', 22 luglio 2011)

"Piacerà a chi apprezza gli horror ben fatti da qualunque parte vengano. Anche da un esordiente regista italiano alle prese con un budget da due euro. Che non gli ha permesso un cast degno di rispetto (gli attori son tutti americani e completamente sconosciuti)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 22 luglio 2011)
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