Assolo

ITALIA, FRANCIA - 2016
3/5
Assolo
Flavia è una donna meravigliosamente imperfetta. Fragile e insicura, ha due matrimoni alle spalle, due figli, un cane in prestito ed è sempre alla disperata ricerca del consenso e dell'affetto delle persone che la circondano. Incapace di separarsi emotivamente dai suoi ex mariti Gerardo e Willy, Flavia intesse rapporti amichevoli anche con le loro nuove compagne, Giusi e Ilaria. In questa famiglia allargata Flavia è però sempre sola, incapace di raggiungere qualsiasi obiettivo per lei davvero importante. Che sia la patente di guida o un corso di tango, nulla sembra andare per il verso giusto. Tra incidenti di percorso e sorprendenti scoperte, Flavia imparerà che nessuna donna è perfetta e che l'autostima e la libertà tanto inseguite erano proprio li, a portata di mano.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: LUIGI MUSINI, OLIVIA MUSINI, RENATO RAGOSTA PER CINEMAUNDICI E ELAFILM
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 5 Gennaio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Dopo due matrimoni, due figli e una burrascosa relazione con un  uomo sposato, Flavia decide di fare i conti con una vita da single. Sola ma non del tutto, perché in realtà si affida alla sua psicanalista, donna matura ed esperta che l’aiuta a leggere gli avvenimenti… Fatto il salto nella regia nel 2012 con Ciliegine, romantica vicenda di amori e disamori, Laura Morante (attrice, lo ricordiamo, dal 1980 con Oggetti smarriti di Giuseppe Bertolucci) ci riprova e fa un inevitabile passo avanti, legato al trascorrere degli anni e della propria esperienza professionale. Se il film comincia con il funerale della protagonista e prosegue saltando con allegra commistione di emozioni da attimi di gioia a fasi di sconforto è perché Flavia non è una donna come le altre. E’ che la misura delle giuste scelte risulta sempre difficile da ipotizzare, e l’obiettivo della indipendenza tocca più utopie che punti concreti.

Insomma Assolo è un titolo che risulta quanto mai azzeccato. Flavia è sola all’inizio da finta morta, lo è quando la psicanalista  la esorta a uscire dalla porta dell’analisi, lo è quando l’istruttore di guida invano cerca di invitarla a fare con serenità l’esame. Andando avanti, l’identità tra Flavia e Laura corre lungo una linea di incontro quasi naturale. Il copione così si snoda su respiri autoreferenziali che passano da boccate  a polmoni pieni a rantoli di breve durata. Il fatto è che Laura è un’attrice, e il cinema non consente scherzi prolungati nella dialettica sogno/realtà. Così la storia si riempie di nomi/personaggi/altri attori/attrici in un cerchio che vorrebbe essere corale ma dentro il quale è sempre lei, Laura/Flavia a muovere le pedine.

Donne, uomini, tentativi di sesso da ‘adulti’ pateticamente (ir)risolto, il lavoro, la fuga, le nuove generazioni che incalzano. C’è un mondo confuso e irrisolto in questa opera seconda della Morante, una voglia di tranquillità che fin dall’inizio è legata alla fine (il funerale). Regia ambiziosa e leggera, generosa e sbilanciata, spia di una voglia di fare cinema di commedia, ironico e suggestivo, scavalcando problemi e insidie autoriali. Accanto e intorno alla Morante, i tanti attori compongono un coro sempre svelto e adatto: lei vorrebbe farli diventare come i clown sulla passerella finale di Otto e mezzo.

NOTE

- PIERA DEGLI ESPOSTI È STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO 2016 COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA.

- CANDIDATO AI GLOBI D'ORO 2016 PER: MIGLIORE COMMEDIA, ATTRICE (LAURA MORANTE) E MUSICA.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2016 PER: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (PIERA DEGLI ESPOSTI) E FOTOGRAFIA (FABIO ZAMARION È STATO CANDIDATO ANCHE PER "LA CORRISPONDENZA" DI GIUSEPPE TORNATORE E "LA MACCHINAZIONE" DI DAVID GRIECO).

CRITICA

"(...) un grande circo degli affetti i cui numeri sono sempre in divenire. Se questo forte sentimento con acclusa domanda cruciale (bisogna per forza cantare in coro o si può essere felici anche fuori?) è espresso solo in parte nel notevole film dell'attrice, sensibile e bella protagonista, è perché manca una dimensione di calore umano, tutto è appeso al concetto che fatica a farsi vita e dolore. Ma questo clan diverte perché trovi mezzo cinema a partire dalla Degli Esposti mentre sulla giostra girano due Finocchiaro, Pannofino, Wilson, Giallini e Anzaldo, cromosomi sempre in viaggio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 gennaio 2016)

"Già con il suo debutto da regista in 'Ciliegine' (in larga parte di produzione, recitazione e anche gusto francese ) Laura Morante che da attrice ha intrattenuto con la commedia una relazione almeno fino a un certo punto diffidente - sdoganamento fu per lei 'Ferie d'agosto' - conferma con la sua opera seconda 'Assolo' un'intensa passione, almeno da autrice, verso il genere. (...) Dice Morante che due cose servono a una buona commedia: ritmo e grazia. Grazia ne ha da vendere. Il ritmo e anche il tono del vorticoso girotondo (animato dal cast di livello ) fa pensare a una versione femminile della frammentazione diaristica morettiana." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 7 gennaio 2016)

"(...) questo eclettico 'Assolo' (...) vanta molti momenti riusciti proprio perché giocano sui contrasti di tono. Il prologo onirico (...) è addirittura felliniano, nel senso migliore di un termine ormai un po' logoro, e mette subito in campo tutte le piste battute dal film. Quella introspettiva (la protagonista, la stessa Morante, è in cura dalla psicoterapeuta Piera Degli Esposti, personaggio disegnato a meraviglia che dà vita alla componente forse più felice di Assolo). La commedia corale, dominata dagli ex-mariti Francesco Pannofino e Gigio Alberti e da tutte le figure transitate nella vita di Flavia/Laura Morante, figli, amiche, colleghe disinibite, amanti occasionali, etc. (divertente Marco Giallini, corteggiatore sotto la soglia della decenza). Il teatro dell'assurdo, che si affaccia in scene surreali come quelle in cui l'affranta Flavia scopre di non saper più parlare o si vede spedire a comprare le sigarette dalla panettiera (e fuori tira un vento che nemmeno al Polo...). Fondesse sempre a dovere queste tre anime, 'Assolo' sarebbe esilarante. Invece procede un po' a zigzag tra idee nuove, altre meno, e un'esecuzione diseguale che non toglie freschezza ma può confondere. L'amabile Flavia infatti ha idee vacillanti non solo su di sé ma sul mondo che la circonda (...). In fondo il centro di tutto è proprio questa sua insicurezza cronica, ma per dipingere un'insicura ci vuole la mano ferrea di Woody Allen, un fisico buffo da comica nata. E musiche meno svogliate di quelle fornite da Nicola Piovani, che anziché esaltare le diverse anime di questo film insolito e ambizioso rischiano di appiattirle togliendogli personalità." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 gennaio 2016)

"Piacerà a chi ama Laura Morante da 30 anni e con 'Assolo' potrà simpaticamente constatare che Laura, lavorando con tutti o quasi i big (Bertolucci, Monicelli, Moretti, Salvatores) ha imparato a dirigere bene. Soprattutto i colleghi (la trama è sciocchina alquanto, ma gli attori, anche nei piccoli ruoli, marciano a molti giri)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 gennaio 2016)

"Era meglio il primo, 'Ciliegine'. Fa un passo indietro Laura Morante, che dirige se stessa per la seconda volta. Una commedia anche gradevole, ma dal passo incerto. Insicura, proprio come il personaggio della (volutamente) goffa protagonista (...). Troppi personaggi, a volte inutili, e qualche scena incomprensibile (...)." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 7 gennaio 2016)

"(...) una commedia con tentativi di ricercatezza stilistica (livello onirico, flashback, incroci funambolici...) meritevoli: peccato gli sforzi non sfocino in un'opera totalmente armonica e coerente come era nelle intenzioni." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 31 dicembre 2015)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy