Assenza ingiustificata

ITALIA - 1939
Una giovane studentessa è stata sospesa dalla scuola per una birichinata. Allo scopo di nascondere la punizione ai propri genitori, ella si dà per malata. In assenza del medico curante i genitori allarmatissimi chiamano per visitarla un celebre chirurgo, la cui clinica è presso la loro casa. Il giovane medico si presta divertito al sotterfugio della scolaretta e, a poco a poco, avendo modo di apprezzarne le belle doti di intelligenza e di ingenuità, se ne innamora. Dopo qualche tempo egli può sposarla. Ma la vita coniugale delude alquanto la ragazza, poiché il marito è eccessivamente occupato tra i propri malati. In un momento di nostalgia per la vita studentesca, troppo presto e rapidamente interrotta, la giovane signora si iscrive nuovamente a scuola. La sua doppia vita non può a lungo essere nascosta al marito il quale, anche per punire scherzosamente la vivace consorte, segue il suo giuoco quando è chiamato, in qualità di tutore secondo le dichiarazioni dalla alunna fatte alla direzione della scuola, ad ascoltare un grave reprimenda inflitta alla negligente e indisciplinata scolaretta. La breve parentesi ha termine con una riappacificazione tra i coniugi, nell'annuncio gioioso di una prossima maternità.

CAST

NOTE

- IL FILM E' STATO GIRATO NEGLI STABILIMENTI DI CINECITTA'.

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: A. CASTELLAZZI.

- DIALOGHI: A. DE BENEDETTI.

- FONICO: CARLO PASSERINI.

CRITICA

"Nella commedia ungherese dalla quale è tratto questo film di Max Neufeld, il personaggio della protagonista era di un'innocenza garbata e teatrale. Le si doveva credere per forza, tanto l'autore aveva saputo inventarlo con grazia (...) Nel film la commedia è stata necessariamente disciolta in più particolari. Ma Neufeld ha saputo rendere con eleganza e trasformare in realtà i lati un po' inverosimili della commedia. Amedeo Nazzari è decisamente un'attore nato per lo schermo, tutto disinvoltura e sincerità (...) Alida Valli è un gioiello (...) la cornice del film è luminosa e lussuosa (...)". (F. Sarazani, "Il giornale d'Italia" 17/11/1939)
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