Arthur e il popolo dei Minimei

Arthur and the Minimoys

FRANCIA - 2006
Arthur e il popolo dei Minimei
Arthur, un bambino di 10 anni, dopo aver risolto un enigma che dovrebbe consentirgli di trovare un tesoro, viene catapultato nel mondo dei Minimei, una tribù africana costituita da folletti alti poco più di due millimetri, con le orecchie a punta, occhi molto grandi e tondi, e tante macchioline rosse sul viso...
  • Altri titoli:
    Arthur et les Minimoys
    Arthur and the Invisibles
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY, FAMILY, LIVE-ACTION
  • Tratto da: serie di romanzi per bambini scritta da Luc Besson
  • Produzione: EUROPA CORP., AVALANCHE PRODUCTIONS, APIPOULAI PROD COPRODUCTION, TF1 FILMS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 9 Febbraio 2007

NOTE

- NELLA VERISIONE INGLESE I PERSONAGGI ANIMATI HANNO LE VOCI DI: MADONNA (PRINCIPESSA SELENIA), DAVID BOWIE (MALTAZARD) E SNOOP DOGG (MAX).

- IL REGISTA HA ANNUNCIATO IL 12 SETTEMBRE 2006 CHE QUESTO SARA' IL SUO ULTIMO FILM PERCHE' VUOLE DEDICARSI ALLE OPERE DI BENE APRENDO UNA FONDAZIONE PER AIUTARE I GIOVANI FRANCESI CHE VIVONO NELLE AREE PIU' DEPRESSE DEL PAESE.

CRITICA

"Trionfo al botteghino in Francia, fiasco in Usa, punto interrogativo su ciò che accadrà altrove. Nonostante il tutto sia costato la metà di 'Schreck', è presto per dire se il talentuoso Luc Besson ha speso bene i cinque anni di lavoro e i molti quattrini investiti su 'Arthur e il popolo dei Minimi', primo capitolo di una trilogia ispirata a un'idea di Celine Garcia. (...) Spartito tra realismo e animazione in 3D, il film non riesce a saldare perfettamente e due anime: e se Besson è forse l'unico europeo in grado di imprimere a un'avventura un incalzante ritmo all'americana, il contesto computerizzato produce personaggini di maniera e qualche momento di intensità poetica che si realizza soltanto nella parte vera, soprattutto grazie a quell'attore nato che è Highmoore." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 9 febbraio 2007)

"Il succo, fino al lieto fine di sapore immobiliare, è il bimbo e il mondo misterioso degli elfi, della natura, un sognetto di una notte d'estate che però Luc Besson non riscalda di particolar calore né fantasia. Il soggetto a disegni dei coniugi Garcia e da qui i romanzi editi da Mondadori con la solita pioggia di gadget è una variazione sul tema dell'eroismo infantile, con memorie di spade nella roccia, e una nonna giovane come Mia Farrow. Il tutto si fa seguire senza passione, essendo la tecnica un fatto acquisito, non ci sono letture oltre come nei cartoon Pixar, né tanto meno c'è l'humour. Gratta gratta, resta solo il marketing." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 febbraio 2007)

"Pur con tutte le riserve sulle motivazioni dell'eclettico regista-produttore francese, bisogna riconoscere che 'Arthur e il popolo dei Minimei' è una storia per bambini di quelle vere, con le giuste dosi di emozioni, paure e divertimento dei buoni racconti per l'infanzia. Certo, Besson ha pescato a piene mani dalla letteratura precedente mischiando 'I viaggi di Gulliver' con 'Alice nel paese delle meraviglie' e con 'Il signore degli Anelli'. Però ci ha messo anche stupore autentico, alcuni personaggi originali e la cura che si riserva ai progetti in cui si crede. (...) Quel che non brilla per originalità, invece, è tutto il sistema dei riferimenti allegorici alla realtà presente. Con le inevitabili accuse agli adulti insensibili, la solidarietà vecchi-bambini e la necessità di combattere battaglie ecologiche." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 febbraio 2007)

"Luc Besson è come era François Truffaut, un adulto di successo memore d'esser stato un bambino
trascurato. Appena può, racconta infatti l'infanzia di chi ha i genitori distratti. Il primo accenno è ne 'Le grand bleu'; il secondo in 'Arthur e il popolo dei Minimei', tratto dal suo libro omonimo. Ma per le ricostruzioni d'ambiente l'intimismo retrospettivo costa tanto e rende poco, perché chi va al cinema è giovane e ha pochi ricordi, mentre chi ha molti ricordi, non va al cinema. Così Besson avvolge le rimembranze con un'avventura fantastica, che evoca quelle di 'Bug's Life' e 'Antz'. (...) Senza brillare per originalità, 'Arthur' è un film snello e accurato, pensato per il mercato americano, pur evocando tradizioni europee e pur evitando le volgarità di 'Giù per il tubo' e le ridondanze del 'Signore degli Anelli'" (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 febbraio 2007)

"Può capitare che un regista abituato a film enormi si rompa le scatole di dirigere il traffico all'ora di punta. E' capitato a Luc Besson, autore fracassone di notissime pellicole d'azione come 'Nikita', 'Leon' e 'Il quinto elemento'. Isolatosi nel suo studio, il quarantottenne Besson ha impugnato le armi di distruzione del chiasso: carta e penna. Ecco allora le avventure per bambini del piccolo Arthur, che visita il popolo dei Minimei nel giardino della casa dei nonni. Grande successo letterario in Francia. Quattro libri, tradotti anche in Italia. Il Besson regista, sempre poco amato dai critici d'oltralpe, si vede incensato come scrittore. E gli riviene voglia di scatenarsi con la macchina da presa. Ecco allora 'Arthur e il popolo dei Minimei', un po' film dal vivo e molta animazione al computer divertente come il look punk dei buffi Minimei, minuscoli folletti africani che cercano di preservare un'armonia con la natura combattendo contro il malvagio Maltazar, così disumano da sembrare proprio un essere umano. Bravo Besson. Il film è una bella gita sulle montagne russe con doppi e tripli salti mortali. Voci in originale di David Bowie e Madonna. Successone in Francia. Presto arriveranno i nuovi episodi della saga." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2007)

"'Arthur e il popolo dei Minimei', campione d'incassi in Francia, è il primo cartoon in 3D interamente europeo e solo un autore con il senso dello spettacolo come Luc Besson poteva trovare la formula, i personaggi e le strategie commerciali per replicare ai prodotti miliardari hollywoodiani. L'autore di 'Nikita' e 'Leon', dopo aver dedicato al personaggio di Arthur, il piccolo elfo dalle orecchie a punta e i capelli bianchi, quattro libri illustrati di grande successo, ha assecondato in maniera naturale le aspettative create nell'immaginario infantile. Il passaggio dalla pagina allo schermo ha richiesto però cinque anni di lavoro, più di 200 artisti e un budget di 65 milioni di euro. (...) Con echi di 'Peter Pan', 'Il libro della giungla' e 'Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi', Besson tratta il fantasy con soluzioni originali e fa coesistere i personaggi in carne ed ossa della prima parte e quelli animati della seconda. Tra i doppiatori originali Madonna, David Bowie e Snoop Dogg." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 10 febbraio 2007)
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