Arrivederci professore

The Professor

USA - 2018
Arrivederci professore
Quando Richard, professore universitario di mezz'età, scopre di avere un cancro allo stadio terminale, decide di rivoluzionare la sua vita e godersi a pieno il tempo che gli rimane. La sua complicata relazione sentimentale e la sua poco soddisfacente vita lavorativa subiscono così un cambiamento brusco e repentino. Inaspettatamente l'avvicinarsi della sua morte aiuterà chi gli sta vicino a ritrovare la gioia di vivere.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: WARREN CARR, BRIAN KAVANAUGH-JONES, GREG SHAPIRO PER GLOBAL ROAD ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES (2019)
  • Data uscita 20 Giugno 2019

TRAILER

CRITICA

"(...) le tonalità crepuscolari di Mr. Chips si innestano invece pericolosamente su quelle dell''Attimo fuggente', il cui protagonista John Keating era, a ripensarci, quel che si dice un cattivo maestro, retorico e demagogico. (...) Lo stile è proprio da melodramma minimale e melanconico, senza voli, cucito per giunta addosso a un Johnny Depp tutto faccette e mossette, che non ci risparmia il numero da ubriaco e il monologo strappalacrime. Non è uno scult movie, alla fine, in fondo non annoia nemmeno troppo, ma è uno di quei film che ci immagina già di vedere su un piccolo schermo, in un pomeriggio d' estate in cui per qualche motivo si è lontani dalla spiaggia, e si pensa ad altro." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 20 giugno 2019)

"(...) La trasformazione da film drammatico a commedia sulle trasgressioni, degna del dr. Jekyll, per cercare invano il vero senso della vita, funziona in parte perché alla fine recupera la retorica moralista strappacuore. Il gioco è molto scoperto, non commuove e neppure diverte: a Johnny Depp anche vestito borghese, gli piace andar di matto, rimane Jack Sparrow e il Cappellaio Matto e non è a suo agio nei rapporti reali non sempre verosimili di un prof. in versione maieutica coi suoi studenti, in versione socratica-maieutica, a lui sono congeniali gli 'Animali fantastici'. Il regista Wayne Roberts fa quel che può ma non ha molti ganci da una sceneggiatura prevedibile e impastata di banalità." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 giugno 2019)

"(...) il cuore di questo buffo film è più nel rapporto tra il prof morituro e moglie adultera nonché figlia ribelle. In entrambi i casi la fine imminente lo potrebbe aiutare a capire per la prima volta tutti i suoi fallimenti di padre e marito. Depp ci mette l' anima. È una delle sue prove migliori degli ultimi anni." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 giugno 2019)

"(...) Un bel film dunque? Piuttosto un prodotto di consumo che si consuma senza danni. Poteva venir fuori magari il gioiellino se Johnny Depp nei panni di Richard si fosse rivelato all' altezza di tanti leggendari prof dello schermo (dal Robin Williams dell' Attimo fuggente al Robert Donat di Addio mr Chips). Ma Depp, si sa, funziona veramente solo se fa Will Sparrow. Qui come sempre si fa rubare la scena dai comprimari. Da Danny Huston che fa il cordiale collega a Rosemary De Witt la pestifera moglie. Bravi, bravissimi, ma sbilanciano il film che doveva essere tutto su Richard." (Giorgio Carbone, 'Libero Quotidiano', 20 giugno 2019)

"(...) Un Johnny Depp perfetto nei panni di un professore sopra le righe è il protagonista di un film drammatico, non particolarmente originale nei presupposti. La filmografia sul male del secolo è folta come purtroppo il numero delle diagnosi ma stavolta a sorprendere non è la disperazione che avvolge i familiari di un malato e la sua strenua lotta contro la patologia bensì l'atteggiamento verso i valori e tutto quel che resta. Perché ciò che distingue chi ha un destino segnato da chi fortunatamente non lo ha è proprio la capacità di attribuire un peso anche ai versanti apparentemente più scontati. Quelli che passano via. Quelli che è naturale che sia così. Quelli che sembrano tanto effimeri da nascondere le radici della loro importanza agli occhi superficiali dei distratti. 'Arrivederci professore' è l'addio di un uomo che sceglie la dignità, una lezione poco scontata al giorno d'oggi. E un film decisamente lontano dai toni tipici dei titoli dell'estate che non fa però del dramma cupo e lacrimevole la sua cifra stilistica più evidente." (Stefano Giani, 'Il Giornale', 20 giugno 2019)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy