Arrivano i dollari!

ITALIA - 1957
A Civitanova, cittadetta del Lazio, vivono i cinque fratelli Pasti. Sono cinque tipi tra loro molto diversi; ma ciascuno di loro ha qualche brutto difettaccio. Michelino è geloso della moglie; Cesaretto è sfaticato e dissoluto; Piero è un dongiovanni; Giuseppe è avaro; Alfonso orgoglioso. Un avvenimento improvviso ha un giorno il potere di riunire alla stazione di Civitanova i cinque fratelli. Un telegramma ha loro annunciato il prossimo arrivo della vedova d'Arduino Pasti, uno zio morto un anno addietro nel Sud Africa. I nipoti sono corsi alla stazione, non per fare alla sconosciuta vecchia zia un'affettuosa accoglienza; ma perché ciascuno di loro, ad eccezione di Piero, vuol evitare che gli capiti in casa. Con loro grande sorpresa, la zia Caterina, non vecchia, ma giovane e bella, arriva non in treno; ma su una splendida Cadillac, in compagnia di una piacente, elegante ed energica signora, che presenta come il proprio notaio. I nipoti ora fanno a gara nell'offrire ospitalità alla zietta; tutti, all'infuori di Piero. La "zietta" però prende alloggio all'albergo, dove convoca i nipoti per far loro sapere che lo zio buon'anima ha scoperto nel Sud Africa una miniera di brillanti e in punto di morte s'è ricordato dei nipoti. Nel testamento è stabilito che i nipoti saranno ammessi al godimento dell'eredità solo se potranno dimostrare d'essersi liberati dai loro difetti o vizi, ben noti allo zio. In questo caso avrà corso un secondo testamento. Com'è naturale, tutti i nipoti, meno Piero, si studiano di apparire dei fiori di virtù: Quando, dopo due settimane, viene aperto il secondo testamento, si apprende che lo zio ha deciso di lasciare tutto il suo alla vedova. Risulta che chi ha letto entrambi i testamenti non era la vera zia, ma il notaio: mentre il pseudonotaio, che è invece la erede della sostanza, dichiara di contentarsi del terzo vedovile. Il resto verrà diviso, dopo un anno, tra i nipoti, se potranno dimostrare d'essere veramente guariti dai loro difetti od avviati alla guarigione.

CAST

CRITICA

"Il soggetto e la realizzazione si ispirano non soltanto a motivi prevalentemente farseschi o allo sfruttamento dei consueti giochi di parole, ma cercano di abbozzare dei "tipi" che non si limitano ad essere macchiette. Attenta la regia (...)". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 7, 15/4/1957).
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