Arma letale 2

Lethal Weapon 2

USA - 1989
A Los Angeles, il nero Roger Murtaugh, moderato e scrupoloso, ed il bianco Martin Riggs, insofferente e scatenato, dediti, come investigatori della polizia, a combattere i trafficanti di droga, vengono incaricati di proteggere un testimone: Leo Getz. Costui, un piccolo e loquace contabile, è l'autore del riciclaggio di mezzo miliardo di narcodollari e al presente, a insaputa dei due poliziotti, è ricercato per appropriazione indebita dalla stessa banda di trafficanti che Murtaugh e Riggs stanno tentando di sgominare. Questa banda criminale (capeggiata da un diplomatico Sudafricano, Arjen Rudd, la cui segretaria Rika Van Den Hass si è innamorata di Martin Riggs) ha incaricato Pieter Vorstedt, un bieco e turpe individuo, di trucidare non solo Getz ma anche Riggs e Murtaugh. Costoro, costretti a muoversi con l'impiccio del tremebondo Leo per continuare a proteggerlo, devono superare intralci burocratici determinati dall'immunità diplomatica di Rudd. Dopo alcuni spericolati inseguimenti, attentati e sparatorie Roger e Martin riescono a snidare dal covo la banda che è riuscita a trasferire su di una nave in partenza per il sudafrica numerose casse contenenti milioni di dollari. Onesti ed incorruttibili, i due poliziotti affrontano i trafficanti: Riggs dopo un violento scontro con il perverso Vorstedt, che ha sadicamente ucciso Rika, riesce ad eliminarlo; Murtaugh, assalito dal perfido Arjen Rudd, reagisce con violenza e lo uccide.

CAST

NOTE

- LA SCENA IN CUI MEL GIBSON DISTRUGGE UNA CASA E' COSTATA 350.000 DOLLARI. PRIMA E' STATA COSTRUITA UNA CASA VERA POI IN UNA NOTTE DI RIPRESE CON NOVE MACCHINE DA PRESA SE NE E' GIRATA LA DISTRUZIONE.

CRITICA

"Fragoroso, nevrotico e distruttivo, 'Arma letale 2' raddoppia, se possibile, la ricetta che era alla base del primo: umorismo & sparatorie. Il regista Richard Donner non va sul leggero, sa di avere per le mani una coppia altamente esplosiva e gli costruisce attorno un intrigo giallo che non deluderà i patiti del genere. I cattivi di turno sono sudafricani coperti dall'immunità diplomatica: biondi, razzisti e trafficoni. Li guida Arjen Rudd (lo scomparso Joss Ackland), ariano esperto in riciclaggi di denaro sporco con uno spiccato senso della vendetta. Ovviamente tutto filerebbe dritto se Riggs e Murtaugh non fiutassero, casualmente, la pista: un sicario con una strana pronuncia irrompe nella stanza d'albergo dove vive, barricato, un testimone che i due devono prendere in consegna. L'ometto, Leo Getz (Joe Pesci), è un bizzarro truffatore, forse gay, che ha soffiato ai sudafricani un bel gruzzolo di miliardi: è lui il tramite per arrivare al luciferino Arjen. Non c'è gusto della detection in 'Arma letale 2': Riggs e Murtaugh procedono con la grazia di un Caterpillar, spianano case e distruggono automobili, mettono a repentaglio la vita dei colleghi e si riscattano nel violentissimo finale." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 28 Settembre 1989)

"Professionalmente in grado di aizzare i nostri peggiori istinti, e naturalmente anche di far spettacolo (c'è un inseguimento mozzafiato iniziale, come prologo alla suspense) 'Arma letale 2' ('Lethal Weapon 2') non ci convince, nonostante le accoglienze del pubblico in patria. Non c'è mai il senso di un racconto vissuto, tutto è affidato a scene episodiche spesso ripetute, mentre la sceneggiatura di Jeffrey Boam, che ha fatto un lavoro così fino con il nuovo Indiana Jones, qui concentra una densità di okay superiore a ogni tasso di inquinamento linguistico. (...) Il più bravo, il più sordido, il più bieco è Joe Pesci, il teste scomodo. Sulle emozioni veglia la colonna sonora ad effetti di Kamen, Clapton e Sanbom. Arrivederci al numero 3." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 30 Settembre 1989)

"Democratici, progressisti, sostenitori dei diritti civili, alzate un calice al primo esempio assoluto di poliziesco anti-apartheid. Basta coi narcotrafficanti ispanici, sempre imbarazzanti con tutti i chicanos che popolano Los Angeles. L'accoppiata Mel Gibson-Danny Glover, un poliziotto bianco e uno nero, fa leva sui sogni interrazziali della middle-class, e i suoi nemici hanno da essere bianchi anzi bianchissimi pura razza ariana, a dirla tutta sudafricani. E' l'uovo di Colombo. Da una parte ci si rifà una verginità. Dall'altra si gettano le basi per una figura inedita ma assai promettente di villain: il criminale bianco, razzista, straniero, insomma l'uomo che amerete odiare. Magari l'ambasciata sudafricana inoltra una nota ufficiale di protesta, come è successo - sembra - per 'Arma letale 2'. Intanto però gli sceneggiatori si scatenano (quante cose si possono inventare con dei cattivi purosangue), e il film supera d'un balzo i già notevoli incassi del primo episodio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 29 Settembre 1989)
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