Appuntamento a Liverpool

ITALIA 1988
Caterina vive a Cremona con la madre le sue normali giornate di lavoratrice ventenne, cercando di dimenticare il dramma della morte del padre, avvenuta sotto i suoi occhi tre anni prima, nello stadio di Bruxelles, a causa dei tumulti provocati dai tifosi inglesi, durante la partita Liverpool-Juventus, tumulti finiti in una strage. Ma un ispettore di polizia inglese, ossessivamente determinato a individuare e consegnare alla giustizia tutti i responsabili di quell'eccidio, riconvoca la ragazza come testimone oculare, essendo emersi nuovi elementi, che consentono di riaprire l'istruttoria. Caterina, pur riluttante, è costretta a rivedere al rallentatore le tragiche sequenze di quei terribili momenti: scopre così, inorridita, l'assassino del padre, ma non lascia trapelare la violenta emozione. Decisa a farsi giustizia da sé, lascia il lavoro e la madre e parte per Liverpool, alla ricerca del responsabile. Dopo paurose avventure nella città sconosciuta e sfuggendo all'implacabile ispettore che la tallona, riesce finalmente a trovare il giovane assassino.
SCHEDA FILM

Regia: Marco Tullio Giordana

Attori: Isabella Ferrari - Caterina, Ugo Conti, Nigel Court, Martin Cutts, Roberta Lena, Marne Maitland, Salvatore Marino, Valeria Ciangottini, John Steiner, Stefano Molinari

Soggetto: Marco Tullio Giordana, Leone Colonna

Sceneggiatura: Luciano Manuzzi, Marco Tullio Giordana, Leone Colonna

Fotografia: Roberto Forges Davanzati

Musiche: Carlo Crivelli

Montaggio: Claudio Di Mauro

Scenografia: Carlo Gervasi

Durata: 99

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Specifiche tecniche: PANORAMICA - TELECOLOR

Produzione: CLAUDIO BONIVENTO PER NUMERO UNO INTERNATIONAL

Distribuzione: ISTITUTO LUCE, I.N.C. - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO (PEPITE)

CRITICA
"E' un film che sa fare aspettare. Ignoravo l'esistenza di Isabella Ferrari. Non ho visto i suoi film, nemmeno 'Sapore di mare', e sono un pessimo lettore di cronache mondane. L'ho incontrata casualmente l'ultimo giorno del festival, lontano da Venezia, senza riconoscerla. A ventiquattr'ore di distanza l'ho vista in 'Appuntamento a Liverpool' con crescente meraviglia, confermandomi nella vecchia idea che anche in Italia esistono le attrici giovani e brave: basta saper scrivere i personaggi e dirigerle con amore e competenza. E' lei che dà l'acqua della vita al film. Le auguro che nel mondo del cinema romano qualcuno se ne accorga." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 13 Settembre 1988)

"Il film, nello stile non realistico ma romantico-nero e mitizzante di Giordana, non è riuscito: storia malcongegnata, dialoghi stonati, personaggi secondari incongrui. Isabella Ferrari, senza più i lunghi capelli biondi che erano il suo emblema di star dei fast-movies, per la prima volta in un ruolo drammatico, supera bene la prova: è intensa, contenuta, sensibile." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 Ottobre 1988)

"Il tema sarebbe denso di possibilità. Se non che, tutto è messo in immagini in modo fumettistico, senza lucidita né finezza, ma solo alla ricerca dell'effetto patetico o spettacolare. Girato a Liverpool in gran segreto per paura di ritorsioni degli hooligans, 'Appuntamento a Liverpool' sfoggia luoghi comuni sociali - il malessere della gioventù inglese, in un tempio dello squallore come Liverpool - e cinematografici come certi facili patetismi del finale. La Ferrari (Isabella) sfreccia su un'Alfa Romeo (spyder) fino in Inghilterra, trascinata da cento tormenti che però non le si leggono negli occhioni sempre spalancati. Con le dissolvenze che sfumano le scene nel buio, e incontri in albergo con personaggi che poi non ritroveremo, è chiaro che Giordana dirige con un occhio a Wim Wenders. Ma l'altro occhio ha per modello il fumetto, con quell'ispettore che vuole punire gli hooligans 'tutti quanti, dovessi passar la vita a cercarlo' degno di un giustiziere della notte. Il quadro complessivo è quello di un film molto movimentato, ma altrettanto retorico." (Giovanni Bogani, 'La Nazione', 8 Settembre 1988)