Angelo tra la folla

ITALIA - 1950
Angelo, un ragazzino mulatto, orfano d'un colono italiano dell'Eritrea, viene inviato a Roma per essere allevato ed educato in un istituto di suore. A Ciampino il bimbo, lasciato solo un momento, sale su una camionetta, che lo porta in città. Scesone inosservato, viene raccolto, dopo qualche avventura, dalla Sora Rosa, una fruttivendola, che lo porta a casa sua per rifocillarlo. Sora Rosa esce per telefonare alla Questura. Nell'appartamento vicino viene assassinato un vecchio usuraio: da una finestra il piccolo Angelo vede svolgersi il truce fatto e fugge terrorizzato. Gli agenti, accorsi in seguito alla telefonata della Sora Rosa, non trovano Angelo, ma scoprono l'assassinio, del quale viene accusato ingiustamente Pietro, figlio della Sora Rosa. Intanto Angelo continua la sua corsa attraverso Roma: nell'attraversare una strada viene investito da un'auto, condotta da una pseudocontessa, tenutaria d'una casa equivoca, donde Angelo fugge al giungere della polizia. S'intensificano le ricerche per trovare il piccino, che risulta essere stato l'unico testimone dell'assassinio: lo si scopre infine nel momento stesso, in cui l'assassino vien arrestato.

CAST

CRITICA

"[...] Le disavventure occorse a un piccolo mulatto sono il pretesto per una vicenda narrata con mano pesante e tracciata sulla falsariga di un facile quanto stucchevole sentimentalismo". (Vice, "Cinema", n. 63 1/6/1951).
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