Andiamo a quel paese

ITALIA - 2014
3/5
Andiamo a quel paese
Salvo e Valentino sono due amici siciliani che hanno perso il lavoro. Per questo decidono di abbandonare la grande città per tornare a Monteforte, il loro piccolo paese d'origine, dove la vita è più facile e, soprattutto, più economica. L'impatto con un contesto tanto diverso da quello che si erano immaginati è piuttosto sconcertante, ma ben presto troveranno modo di trarne beneficio: il paese è perlopiù abitato da anziani e gli anziani hanno la pensione, quindi perché non trasformarlo in una specie di ospizio improvvisato? Sulle prime tutto sembra andare per il meglio e gli affari fioriscono, ma poi, a causa di una sfortunata e improbabile serie d'incidenti mortali, i vecchi sopravvissuti si convincono di essere stati colpiti dal malocchio e se ne vanno. L'unica che non vuole cedere al ricatto della superstizione è Lucia, l'anziana zia della moglie di Salvo, che pur di aiutare le sua famiglia arriverà ad accettare di sposare Valentino, così da garantire loro l'agognata sicurezza economica, grazie alla sua pensione, anche quando non ci sarà più! Nonostante il gran riserbo tenuto sulla faccenda, ben presto a Monteforte la notizia si sparge e alcuni esponenti della comunità gridano allo scandalo...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: ATTILIO DE RAZZA PER TRAMP LIMITED, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM, MEDIASET PREMIUM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 6 Novembre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Finalmente, si ride. Si ride davvero, perché le battute non sono stitiche e vanno a segno. Nell'ultimo cinema italiano, è già qualcosa. Dunque, evviva Andiamo a quel paese, ultima fatica dietro e davanti la macchina da presa di Ficarra e Picone, film di chiusura del nono Festival di Roma.
Amici di lunga data, rimasti disoccupati, Salvo (Ficarra) con moglie e figlia e Valentino (Picone) si trasferiscono da Palermo a Monforte, paese natale del secondo, nella speranza di limitare le spese. Ebbene, il paesotto pullula di anziani, tutti sono parenti di tutti e a Salvo si accende la lampadina: perché non ospitare nella casa della suocera anche gli zii e le zie della moglie, che in cambio dell'assistenza verseranno la propria pensione? L'idea funziona, ma durerà?
Ficarra e Picone sono freschi, divertenti e divertiti, dunque il lato comico è salvo, meno efficace la struttura drammaturgica, che qui e là è una mera parete bianca su cui attaccare i post-it delle battute, eppure sulla crisi e i suoi derivati – l'unica speranza sono le pensioni dei propri cari –buttano lì qualche iperbole indovinata. Un buco nell'acqua, viceversa, le tirate sull'arte tutta italiana delle raccomandazioni e, soprattutto, sul celibato dei preti. Queste sì vanno davvero a quel paese...

NOTE

- FILM DI CHIUSURA ALLA IX EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2014).

CRITICA

"Quarta regia (e co-interpretazione) della coppia comica composta da Salvatore Ficarra e Valentino Picone, la cui notorietà proviene da 'Striscia la notizia' e dalla palestra di 'Zelig'. L'aspetto più interessante risiede non tanto nell'aspetto sul quale il film fa comicità, quanto nella modalità. (...) Accanto al regionale seme farsesco che riproduce la dinamica tra Franco (Salvo) e Ciccio, il film ne contiene un altro: quello sordiano, del Sordi più antieroico e pusillanime ('Piccola posta', per esempio). Ma la suggestione, appena sfiorata, è lasciata cadere in nome una ricomposizione più ecumenica e meno urtante." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 6 novembre 2014)

"La farsa regge finché lo scherzo è piacevole, ma essendo una comica commedia, tutto si giustifica. Piccolo e innocuo film sulle amarezze di quotidiana attualità, 'Andiamo a quel paese' ha inspiegabilmente chiuso l'ultimo Festival Internazionale del film di Roma: sottolineando 'internazionale'. Per il resto, qualche risata è concessa." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 6 novembre 2014)

"Piacerà anche a qualcuno che non ama alla follia il duo Ficarra e Picone, non ha amato i loro film precedenti e li gradisce al massimo solo negli sketch tv. Qui vanno decisamente bene. Hanno una storia che funziona e una bella schidionata di gag (i riferimenti all'attualità anche politica non vanno a vuoto)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 novembre 2014)

"Non per fare gli esterofili, ma crediamo che Ficarra e Picone impastando «Andiamo a quel paese» con la loro sicilianità stralunata abbiano stavolta sorpassato le corazzate romanesco-napoletane. Sulla base dei continui contrasti della coppia comica il furbo e lo (apparentemente) scemo costruiscono l'esile ma rilassante favola di Monteforte dove, al termine di una girandola di peripezie mai esasperate, le femmine concupite e corteggiate diventeranno le vecchiette. (...) L'erotismo para-necrofilo è lo spunto migliore di un film che, al netto di una superflua storiella romantica, diverte e rilassa senza mai accettare le forche caudine del solito riciclaggio di volgarità. I due compari hanno avuto anche il fiuto d'affidarsi a comprimari del livello di Paolantoni, Frassica e soprattutto l'evergreen Rigillo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 novembre 2014)
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