Ancora una volta prima di lasciarci

ITALIA - 1972
Ancora una volta prima di lasciarci
Due coniugi, Giorgio e Luisa il cui matrimonio è fallito, rievocano, in un ultimo incontro, scene ed episodi della loro vita in comune: si confessano i reciproci inganni; rivivono il motivo che portò alla rottura definitiva del loro rapporto. Sospettando che il marito avesse un amante Luisa lo tradì, per la prima volta, con un imbianchino. Poi fu la volta di Giorgio che ebbe per qualche tempo come amica un'ex collega di lavoro cui seguì la moglie femminista del ginecologo Marco. Fu con questi che Luisa quando abortì in seguito ad una caduta, commise il suo secondo adulterio. Dopo una breve avventura con una infermiera Giorgio si prese gli "orecchioni", per i quali divenne sterile. In seguito egli vagabondò per qualche tempo con un clochard dinamitardo mentre Luisa si accompagnò a un hippie americano. Giorgio sedusse poi per avere un appalto nel Kenia, la moglie di un ingegnere americano. Avendo finito con l'odiarlo per la sua sterilità Luisa si dette all'alcool. La partenza di Giorgio per il Kenia sigillò la fine del loro matrimonio. Terminate le loro confessioni, Giorgio tenta inutilmente di convincere Luisa, che aspetta un figlio da un altro uomo, a tornare con lui.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR
  • Produzione: BI. PA. CIN.CA
  • Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALE - GENERAL VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 31/01/2018 HA ABBASSATO IL DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DA 18 A 14 ANNI.

CRITICA

"Storia, rivissuta attraverso una lunga serie di flash-back, del lento maturarsi di una crisi coniugale, il film ondeggia disordinatamente fra il dramma e la commedia rosa, fra l'ironia e il grottesco. Privo di un tono preciso, insufficientemente motivato sul piano psicologico, il film si limita a descrivere la squallida vita dei suoi personaggi, senza indagare sulle vere ragioni del loro fallimento (pochezza di sentimenti, vuotezza d'animo). Alla mancanza della dimensione morale corrisponde il mercantilistico compiacimento con cui il lavoro si sofferma sugli squallidi rapporti extraconiugali dei due protagonisti." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 75, 1973).

"(...) è un film completamente inutile, il cui unico scopo è quello di far assistere a numerosi amplessi e far ammirare il corpo nudo di quella deliziosa femmina che è Barbara Bouchet. Corrado Pani, suo partner, si muove con estremo disagio." (R. Chiti, 'Il Lavoro', 28 marzo 1973)
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